Autore:
Dario Paolo Botta

GRAZIE ALLA CINA RIVIVE L'ICONA A sessant’anni esatti dalla sua fondazione, torna in vita, in occasione del Goodwood Festival of Speed 2019, uno storico marchio italiano, icona di stile e sportività. Di chi parliamo? Della De Tomaso, Casa automobilistica fondata a Modena dal pilota argentino Alejandro De Tomaso nel lontano 1959. Il sogno rivive grazie alla dedizione dell’Apollo Automobil, casa produttrice di proprietà della cinese Ideal Team Ventures (ITV), nota per il progetto dell’Hypercar Apollo IE, un mostro da 780 cv dal prezzo astronomico di 2,3 milioni di euro. ITV - che ha sede operativa a Hong Kong - ha infatti acquistato il marchio De Tomaso a un’asta per 1,05 milioni di euro.

A GOODWOOD PER STUPIRE Ci attendono sorprese al prossimo Festival of Speed, in programma a Goodwood da giovedì 4 luglio a domenica 7 luglio 2019. Nella giornata di apertura, ITV svelerà infatti il nuovo marchio e l’attesissimo prototipo De Tomaso, ribattezzato Project "P", in onore dell’iconica De Tomaso Pantera. La versione di prova, appositamente camuffata, è già stata “paparazzata” lo scorso marzo, sulle strade svizzere non lontano da Ginevra, mentre si svolgeva il rinomato Salone dell’auto. Dalle indiscrezioni la nuova Project P riprenderà il tratto stilistico della grintosa coupé granturismo prodotta fra il 1972 e il 1991, rimanendo fedele al modello originale. Si tratterà di una sorta di restomod che dovrebbe distanziarsi dal restyling sviluppato solo qualche mese fa da Ares Design con la Panther Progettouno (su base Lamborghini Huracàn).

DE TOMASO PANTERA Dei diversi modelli prodotti dalla Casa modenese, le versioni GTS e GT5 rimangono le più affascinanti. Realizzata sul progetto tecnico della De Tomaso Mangusta, la Pantera era spinta da un motore Ford “Cleveland 351” V8 da 5.763 cc, abbinato a un carburatore quadricorpo Holley in grado di sviluppare una potenza di 300 CV. Nata dalla penna di Tom Tjaarda, progettista della Ferrari 330 GT 2+2, la Pantera montava un telaio monoscocca, per garantire al produttore modenese un elevato ritmo produttivo. Le soluzioni tecniche adottate sulla Pantera erano davvero innovative: oltre alla tipica trazione posteriore, la vettura montava freni a disco autoventilanti, differenziale autobloccante e cambio manuale sincronizzato a 5 rapporti. Nonostante alcune carenze tecniche, la Pantera fu in grado di rivaleggiare con i mostri sacri del tempo come: Lamborghini Countach, Ferrari BB e Maserati Bora. In definitiva però, il suo successo fu dovuto più al prezzo contenuto, che alle doti sportive.


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