Ecco come potrebbe rinascere oggi la Mangusta. Il designer Maxime de Keiser ce lo mostra con rendering spettacolari della "sua" De Tomaso Mangusta Legacy Concept. Rimarrà un esercizio di stile virtuale o diverrà fonte di ispirazione per qualcuno?
ISPIRAZIONI Premessa: la macchina che vedete non esiste ancora in carne ed ossa ma chissà che queste immagini non ispirino qualcuno, che in futuro la farà. Sappiate intanto che i rendering sono opera di Maxime de Keiser, designer e digital artist con la passione per le auto, specialmente quelle d’epoca. Un debole particolare deve averlo poi per la De Tomaso Mangusta, che con l’ausilio del computer Maxime ha qui reinterpretato in chiave moderna dando vita (seppur solo virtuale) a questa spettacolare De Tomaso Mangusta Legacy Concept.
LINEE TESE Mescolando passato e presente, de Keiser ha conservato alcuni dei tratti stilistici più iconici della Mangusta originale, attualizzandola però con soluzioni che strizzano l’occhio alle supercar contemporanee. Semplificando un po’, potremmo parlare di una Mangusta “lamborghinizzata”, in questa versione Legacy Concept, visto il muso esagonale, il corpo più sfaccettato e il frontale così elaborato. L’ampio cofano squadrato, il parabrezza sconfinato e l’altezza lillipuziana (l’originale, di cui furono prodotti 401 pezzi tra il 1966 ed il 1971, fermava il metro a quota 1,1 metri) segnano invece la continuità con la Mangusta disegnata a suo tempo da Giugiaro.
ANCHE RACING De Keiser ha anche ipotizzato una variante sportiva della sua De Tomaso Mangusta Legacy Concept, ribattezzata De Tomaso Mangusta Legacy Concept 750ss, ulteriormente incattivita da filettature rosse sui cerchi, da altri dettagli di colore rosso, ma soprattutto da un vistoso alettone posteriore che ne accentua ulteriormente l’aerodinamica, di per sé già molto spinta. In passato, invece, come testimoniano le foto della gallery, il designer si era già cimentato in una replica della Mangusta chiamato “Mangusta Revival”.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...






























