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Mercedes F-CELL Roadster


Avatar di Luca Cereda , il 31/03/09

12 anni fa - La cabrio del futuro secondo Mercedes

Stagisti al lavoro, in Mercedes, per produrre il prototipo di un'originale roadster a pile di combustibile. Ha le ruote del triciclo Benz e il muso da formula uno, ma per muoverla serve il joystick.

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RITORNO AL FUTURO Partire dalle origini per guardare al futuro. A dettare le linee in casa Mercedes, per una volta, è la base della piramide aziendale: gli stagisti. Molti dei quali ancora impegnati ad ultimare i propri studi di modellistica, elettronica, meccanica, disegno industriale, interni, meccatronica automobilistica, e iscritti al Centro di Formazione Daimler AG di Sindelfingen. Un progetto multidisciplinare li ha portati a elaborare il prototipo di una Roadster Fuel Cell davvero curioso: che parte dal mitico triciclo Benz e arriva alle Formula Uno di oggi, attraversando la storia dell'automobile.

CUORE A VISTA L'oggetto di studio è chiaramente il tema della mobilità sostenibile. Il cuore di quest'improbabile cabrio sta in una batteria di pile a combustibile posizionata nella parte posteriore, perfettamente visibile attraverso il vetro trasparente e illuminato da un neon blu. Con una potenza di soli 1,2 kW, il prototipo può raggiungere una velocità massima da bicicletta (25 km/h) e garantisce circa 350 chilometri di autonomia.

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ULTRACENTENARIO Non deve però passare in secondo piano il resto del progetto, che non è affatto puro contorno ma è stato studiato nei dettagli. Dalle ruote al frontale, si compie un salto di oltre un secolo: le prime sono state "rubate" allo storico Patent Motorwagen, che quando fu progettato da Karl Benz in persona, nel 1886, ne montava solamente tre; il muso (in fibra di vetro), si ispira invece chiaramente alle moderne evoluzioni viste in Formula uno, così come il resto della scocca, aperta sulle fiancate.

GENERATION X(BOX) La stessa ambivalenza ritorna nell'abitacolo. Ci si siede su sedili a guscio realizzati in carbonio, ma rivestiti in pelle con cuciture a vista fatte a mano in perfetto stile rétro. Un joystick al posto del volante, per spostarsi sfruttando la tecnologia "drive by wire", è lì a ricordarci il doppio filo che lega questo pensatoio all'epoca dei videogames. Alla faccia di quel cambio a due velocità con cui Karl Benz, dopo due anni di duro lavoro e continue messe a punto, era riuscito a perfezionare il suo triciclo.


Pubblicato da Luca Cereda, 31/03/2009
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