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MIT Media Lab's Concept Car


Avatar Redazionale , il 10/04/06

15 anni fa - Dal supermercato alla strada

Si ispira ai carrelli della spesa. E' impilabile, elettrica e rigorosamente a due posti. Il mitico Massachusset Institute of Technology ripensa l'auto. E propone una rivoluzione copernicana per meccanica, carrozzeria e interni. Tutto all'insegna di un nuovo rapporto uomo-auto-città. La vedremo intera... o a pezzi?

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COME AL SUPERMERCATO Immaginate di uscire dalla metropolitana e trovare una lunga fila di auto una dentro l'altra. E immaginate anche, proprio come al supermercato con il carrello, di prendere la prima disponibile, entrarci dentro con il sedile che si adatta alle vostre fattezze fisiche e partire. Immaginate anche di poter scegliere ogni giorno tonalità e colore degli interni e quali indicatori fare apparire sui display interni. Non è Blade Runner 2, è quasi realtà, è un progetto del Massachusset Institute of Technology.

INNOVAZIONE Chi ha detto che per innovare bisogna conoscere il mestiere? Non sempre chi ha grande esperienza in un settore riesce ad avere l'idea vincente. Anzi. Molto spesso la mente sgombra da abitudini e pregiudizi conduce alla vera innovazione. La stessa Smart, rivoluzionaria a metà ma pur sempre rivoluzionaria, è frutto di un amore sfortunato tra Swatch e Mercedes. Orologiai da una parte e costruttori d'automobili dall'altra.

COME IL PANE Questa volta invece l'innovazione viene dal mondo della ricerca e della tecnologia. E mentre le case automobilistiche tradizionali annaspano perdendosi in dimensioni extra large, superpotenze, indecisioni tra ibrido e idrogeno.... gli scienziati e i progettisti del Mit portano una bella boccata d'aria fresca. Rivoltando come un calzino 100 anni di storia a 4 ruote.

IO, ROBOT Il concept, frutto del genio di una manciata di tecnici capitanati da William Mitchell segna uno stacco deciso non solo nei materiali, nel motore, nel telaio o nella cinematica. È proprio l'approccio all'auto ad essere ripensato. Ispirandosi ad una filosofia che vede l'auto come un accessorio per la mobilità urbana. Rapida, veloce e versatile.

ABITO FA IL MONACO E mai come in questo caso l'abito fa il monaco. La linea del concept targato Mit, prima ancora di essere giudicata, deve essere valutata tenendo conto delle esigenze funzionali. Già questa, a ben vedere, in campo automobilistico potrebbe essere considerata una rivoluzione copernicana. E siamo solo all'inizio.

FORMA E SOSTANZA Tanto che se ci si ferma all'aspetto esteriore del prototipo presentato si rischia di rimanere delusi. In fondo sembra una copia smilza della Smart. Quattro ruote, un grande parabrezza e un telaio protettivo. Ma se la si guarda impilata insieme a tante sorelline si inizia a cambiare idea. Ad andare oltre la forma, direttamente alla sostanza.

TRE ELEMENTI Volendo essere sintetici si potrebbe dire che l'auto progettata dal Mit si compone di uno chassis adattabile, quattro ruote robot, ognuna dotata di singolo motore e dei display. Un po' come i cuochi superstar che destrutturano il tiramisù creando qualcosa di simile ma anche di molto diverso, al Mit hanno sparigliato le carte utilizzando sempre gli stessi ingredienti.

ESOSCHELETRO La cellula abitativa è definita dalla struttura del telaio che disegna le forme dell'auto. Un po' come il tridion di casa Smart. Con la differenza che qui il telaio, una volta che l'auto è a riposo, si racchiude per consentire ai prototipi del Mit di impilarsi uno dietro l'altro. E guadagnare prezioso spazio nei parcheggi. Ma non è la sola innovazione.

DOV'E' IL MOTORE? Il meccanico che apre il cofano anteriore e cerca di sentire se l'auto è scarburata? Roba da paleolitico dell'auto. Il concept presentato non ha un motore. Nel senso che ne ha quattro. E per di più sono elettrici. In modo da abbattere l'inquinamento.Tutti delocalizzati nelle ruote. Eh sì, perchè le ruote sono stufe di dipendere dalle lungaggini del motore centrale. E allora i tecnici del Mit hanno pensato bene di dotare ogni ruota del suo bel motore. Semplice no? In più questa soluzione porta con sé un inestimabile vantaggio, decisivo ai fini del progetto.

GIRAVOLTE INTEGRALI Perchè le ruote possono girare su loro stesse a 360 gradi, proprio come quelle dei carrelli della spesa. E con loro anche l'auto. Con innegabili vantaggi nei movimenti in tutte le direzioni senza limitazioni. Immaginate di essere alla guida... di una poltrona con le ruote. I parcheggi cittadini, spesso difficoltosi, diventeranno semplici per tutti. E poi, altro plus non da poco, le quattro ruote motrici diventano di serie e, come amerebbe dire Henry Ford, davvero per tutti.

TUTTO DENTRO Oltre al motore le ruote contengono anche le sospensioni. Insieme ai freni, certo. Da appendici ed elemento finale per la trasmissione del moto la ruota, in questo modo, diventa il vero centro tecnologico e propulsivo dell'auto.

SEDILI ATTIVI Anche il tema sicurezza non è stato affrontato banalmente. Aggiungendo qualche airbag a tendina ad esempio. Il gruppo di lavoro del Professor Mitchell ha lavorato sodo per dire qualcosa di nuovo anche in questo ambito. Come definire altrimenti i sedili attivi che eliminano il bisogno di cinture e airbag?

COLONNA VERTEBRALE Anche se parlare di sedili sembra oltremodo riduttivo. Del resto chi aveva mai pensato ad una sorta di colonna vertebrale lungo lo schienale con una serie di "dita" che avvolgono il passeggero modellandosi sulla sua corporatura. E che, in caso di impatto, si stringono per mantenerlo al suo posto e proteggerlo?

ALTRO CHE AIRBAG Ma non basta. Oltre ai sedili a mo' di guscio protettivo le ricerche del gruppo stanno andando nella direzione della dinamica dei fluidi. L'obbiettivo è quello di realizzare una cabina in grado di assorbire gli impatti degli urti utilizzando nuovi materiali. In futuro sarebbe possibile magnetizzare i fluidi in modo da trasformarli dallo stato liquido a quello solido in un nanosecondo. Diventerà quindi possibile immaginare l'uso di questi fluidi come metodo per assorbire energia in caso di incidente. Qualcosa di concettualmente simile si era visto in "Dredd la legge sono io" con Sylvester Stallone. Qualcuno lo ricorda?

DRIVE BY WIRE E sempre nell'ottica di un completo ripensamento del rapporto uomo macchina, via libera al Drive By Wire per tutti i comandi di bordo. Con un'interfaccia di guida slegata dai canoni tradizionali e tutta basata sugli impulsi e sui segnali elettrici. Compreso lo sterzo. Schermi lcd e lettori dvd sul cruscotto della vostra ammiraglia? Al Mit sono andati ben oltre. Aggiungendo sottilissimi display programmabili che coprono non solo l'interno ma anche l'esterno dell'auto. Proprio come uno strato di vernice. Diventa perciò possibile immaginare il sistema di segnalazione dinamico che potrebbe esplicitare le intenzioni del conducente con parole che scorrono lungo la vettura come " in inversione" oppure " sto svoltando a sinistra".

SPAZI ADATTIVI Anche per gli interni l'uso dei display consente di immaginare soluzioni innovative. Si potrà decidere di usare una tonalità più chiara o più scura a seconda del tempo. O dell'umore. O dei gusti del passeggero. Senza contare che lo spostamento del motore nelle ruote e i comandi drive by wire consentono un'abitabilità' sconosciuta alle auto attuali. Specialmente in rapporto alle dimensioni.

DESKTOP O CRUSCOTTI? E finalmente potrebbero finire i tempi dei cruscotti troppo poveri o troppo complicati. Che finalmente diventeranno personalizzabili a piacimento un po' come i desktop dei nostri personal computer. I meno sportivi o gli anziani con qualche problema alla vista potranno scegliere di avere solo un enorme tachimetro. Gli emuli di Alonso potranno invece esagerare e rendere visibile ogni sorta di indicatore.

TUTTI I FRONTI Attraverso questo prototipo, che sembra tagliato su misura per il car sharing, il gruppo di lavoro del Mit ha tentato di dare una risposta a molti dei problemi legati all'auto. Inquinamento, congestione del traffico, sicurezza a bordo, semplicità e modularità nei comandi, inserimento nel tessuto urbano.

SE SON ROSE A noi non resta che aspettare. Si sa come vanno queste cose. Potrebbe essere che la concept veda la luce con qualche modifica ma sostanzialmente identica, oppure che rimanga nel libro dei sogni. E' anche possibile immaginare che alcune delle innovazioni presentate vengano poi riprese in futuro da molte case. E magari le troveremo in ordine sparso sulle nostre berline.

GM ALLA RISCOSSA? Molto dipenderà dai costi di produzione e dall'evoluzione della tecnologia. A dare fondamento alle speranze c'è un fatto. Lo studio del Mit ha attirato le attenzioni di un grande gruppo. Anzi l'ex più grande gruppo automobilistico al mondo. Corre voce che General Motors stia lavorando al prototipo definitivo...che stiano preparando la riscossa?


Pubblicato da Luca Pezzoni, 10/04/2006
2020 - Il futuro dell'auto secondo Lotus (e non solo)
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