Concept car:

BMW Vision GINA Light


Avatar Redazionale , il 16/06/08

13 anni fa - L'auto si veste di nuovo

Il look tipicamente BMW, con alternanza di superfici concave convesse non deve ingannare. Questa Roadster minimalista ha un'inedita struttura metallica mobile sopra cui è appoggiato un vestito di tessuto. Che sia questo il futuro dell'auto?

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GRANDI QUESITI Accantonate per un attimo le classiche domande esistenziali, tipo "Chi siamo?", "Da dove veniamo?", "Dove andiamo?" e, soprattutto, "Ci basterà la benzina?", alla BMW hanno deciso di concentrarsi su quale potrà essere il futuro del design dell'auto. In materia, il capo del design Chris Bangle e soci pare abbiano le idee piuttosto chiare. Nell'avvenire delle quattro ruote, almeno all'interno dei segmenti premium in cui opera il marchio dell'Elica, le parole d'ordine saranno sempre più emotività e personalizzazione.

CAMBIO DI PROSPETTIVA Dal "dimmi cosa guidi e ti dirò chi sei" si potrebbe passare insomma a una specie di "dimmi chi sei e ti farò l'auto su misura". Antesignana di questo nuovo corso è la vision model GINA Light, unaroadster minimalista battezzata con un giro di parole all'apparenza criptico ma non troppo difficile da interpretare. Il pratica si tratta di una concept car caratterizzata da "geometria e funzioni in un numero N di interpretazioni", traduzione dall'inglese di "Geometry and FunctionsIn "N" Adaptions", che serve appunto su un piatto d'argento la sigla GINA, buona per identificare in un colpo solo l'auto e la sua filosofia di fondo.

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COME UN GUANTO Per arrivare a qualcosa del genere, alla BMW hanno fatto tabula rasa, rimettendo in discussione tutto nella progettazione e nella costruzione di un'auto, a partire dai materiali solitamente utilizzati e alla struttura classica. La GINA Light dice così per esempio no alla carrozzeria in lamiera o materiali compositi. Al suo posto c'è un "vestito" realizzato con uno speciale tessuto elastico che ricopre uno scheletro in metallo e carbonio in grado di assumere forme e posizioni diverse proprio come l'ossatura del corpo umano. Una simile scelta permette incredibili doti di trasformismo. Le forme dell'auto possono in pratica variare in base ai gusti del cliente, diventando più slanciate o più muscolose senza che l'abito, attillatissimo, faccia mai difetto.

FORMA E FUNZIONE Scontato il fatto che non occorra stirare l'auto dopo il lavaggio e che non si restringa al primo acquazzone. Merita invece due parole la capacità dei componenti di mutare aspetto in base alle esigenze del momento. I fari sono, per esempio, celati da palpebre che si schiudono come per incanto quando si accendono le luci e il cofano si apre a metà come la camicia dell'Incredibile Hulk per consentire la verifica dei livelli e gli eventuali rabbocchi. Sul fronte opposto, i gruppi ottici sono invece ricoperti da porzioni di tessuto translucido e uno spoiler, di norma celato sottopelle, è lesto ad alzarsi sulla coda per aumentare la deportanza in velocità. Inoltre, le prese d'aria possono spalancarsi per dare una boccata di ossigeno al motore e placarne i bollenti spiriti.

ASPETTO MUTEVOLE Anche l'abitacolo è sulla stessa lunghezza d'onda, pronto a cambiare aspetto per rendere più comoda e pratica la vita a bordo. Il sedile, per esempio, resta inizialmente piatto per favorire l'accesso a bordo del pilota e del suo secondo e avvolge meglio il corpo appena ci si mette in movimento. Contemporaneamente, la consolle centrale scatta sull'attenti e si protende verso il pilota per rendere gli strumenti meglio leggibili e facilitare l'azionamento dei comandi.

CI STANNO PENSANDO E' un po' presto per dire se questo tipo di struttura possa o meno avere applicazioni nel futuro - anche anteriore - dell'industria dell'auto, ed è quindi improbabile che a breve i carrozzieri debbano attrezzarsi anche di macchine per cucire. Quel che è assodato è che comunque in BMW stiano ragionando seriamente sull'impatto di certe scelte costruttive a livello di consumi di energia e di materie prime. Comunque vada, per fare macchine di successo, ci vorrà sempre... stoffa!

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Pubblicato da Paolo Sardi, 16/06/2008
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