Tecnica

Citroën: come nascono gli Airbump


Avatar di Mario Cornicchia , il 29/04/14

7 anni fa - Tutti i segreti dei paracolpi della Citroën C4 Cactus

Come sono fatti gli Airbump, gli innovativi paracolpi della Citroën C4 Cactus? Per scoprirlo MotorBox è andato là dove sono costruiti, nello stabilimento Rehau di Tortosa, in Spagna. 

CACTUS SENZA SPINE Novità di stile e novità di sostanza. Gli Airbump sono una delle novità di Citroën C4 Cactus, auto spinosa nel nome ma morbida sui fianchi. Le sue capsule protettive sono prodotte a Tortosa, vicino a Tarragona, in Spagna, nella fabbrica di Rehau, azienda tedesca di origine ma con 25 stabilimenti in Europa e specializzata nella lavorazione di polimeri.

MORBIDA PER DURARE È qui che nascono gli Airbump dopo anni di studi e di ricerche congiunte tra i tecnici di Rehau e il Centro Stile e il dipartimento Ricerca&Sviluppo di Citroën. Studi iniziati nel 2007, quando il Centro Stile Citroën mette a fuoco i primi concetti di Cactus. Una delle prime richieste riguarda proprio le protezioni delle fiancate per ottenere un’auto sans souci, senza problemi, un’auto resistente al meglio ai piccoli urti urbani e resistente nel tempo anche nella quotazione dell’usato, grazie anche alla sua protezione. Il modello sono i parabordi delle imbarcazioni e, nel caso di Cactus, i parabordi devono garantire una compressione fino a 20 millimetri prima che le lamiere si danneggino.

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TRA IL DIRE E IL FARE Un supporto rigido fissato con clip di plastica alla carrozzeria su cui è applicata una pelle in materiale termoplastico che imprigiona l’aria in capsule, sufficientemente grandi per offrire una protezione adeguata ma anche sufficientemente piccole per evitare che, al variare della temperatura, il cambio di pressione interna possa far apparire le bolle degli Airbump sgonfie o ipertrofiche. Il concetto è facile, non così facile è mettere in pratica l’idea. Prima di ottenere la formula definitiva del materiale con cui è realizzata la pelle degli Airbump sono state testate centinaia di formulazioni, alla ricerca di quella che garantisse la migliore resistenza ai graffi (è pari a quella di un normale paraurti) e ai lavaggi, all’invecchiamento termico e alla luce. Senza perdere di vista un altro obiettivo: superare il temutissimo test dello choc da carrello del supermercato lanciato a vuoto e con 40 chilogrammi di spesa. Oltre a quello della porta che sbatte sul solito, malefico paletto.

LAVORO CERTOSINO La formulazione dei materiali, innanzitutto, ma, al contempo, è stato necessario ottimizzare il processo di stampaggio e di assemblaggio oltre alla sagomatura tra la porta anteriore e quella posteriore, per l’estetica e per la cinematica della porta. Anche la finitura del bordo e dei motivi delle capsule ha ricevuto grande attenzione, tenendo presente gli effetti della dilatazione termica, il comportamento ai rumori e alle sollecitazioni. Senza perdere di vista gli ingombri, minimizzando il volume della parte che ospita gli Airbump e facendo in modo che la distribuzione delle clip fosse compatibile con tutto quanto la portiera di un’auto moderna deve contenere. E, infine, il tocco di stile nella scelta dei quattro colori, grigio, sabbia, nero e cioccolato, tra tanti come il viola che fino all’ultimo momento è rimasto in lizza.

FORMA E FUNZIONE Duecento pezzi di prova in scala 1:1, 1000 pezzi di prototipi parziali, 50.000 ore di prova in cabina UV per verificare la resistenza all’invecchiamento da raggi ultravioletti sommati a test al sole dell’Arizona, più di 30 formulazioni di materie plastiche testate e 10 brevetti depositati in esclusiva Citroën. Così nascono gli Airbump della Cactus, pronti a resistere a temperature da -30 a 85 gradi senza deformarsi, garantiti sette anni all’invecchiamento e al carrello del supermercato o alla portierata di chi scende dalla propria auto senza curarsi delle portiere altrui. E, grazie al lavoro congiunto di tecnici e designer, sono anche belli, tratto distintivo di Cactus, un’auto fuori dagli schemi. E ora chiamateli semplicemente Airbump…


Pubblicato da M.A. Corniche, 29/04/2014
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