Great Wall, a lungo importata in Italia da Eurasia Motor Company, alza la posta, aprendo filiali in gran parte dell'Europa con progetti ambiziosi e di lungo periodo. Il primo modello del nuovo corso è la GWM Ora 5: l'ho provata in Cina in esclusiva ed ecco che impressioni mi ha fatto.
Design e dimensioni
Il design di Ora 5 si ispira alla natura e vuole suggerire calma e rilassatezza, mi spiega Andrew Dyson, capo del design. La guardo e la riguardo e in effetti le sue linee sono morbide e rassicuranti, con quegli occhioni là davanti che fanno simpatia. Un po' come...
A pensarci bene, Ora 5 sembra l'anello di congiunzione tra una Mini e una Porsche Macan, a dare un'auto dalle belle proporzioni e dai tratti moderni, che potrebbero piacere molto anche al pubblico femminile.
Con in più il vezzo delle luci posteriori nascoste nel lunotto, a lasciare più pulite le rotondità del posteriore, e il tergi-lunotto a scomparsa che contribuisce a dare un'impressione generale di ordine e cura nelle finiture.
Uno sguardo agli interni rafforza l'impressione che se Ora 5 piacerà anche ai maschietti, saranno le femminucce ad andarne pazze. Il fatto è che vuol essere più uno spazio privato dove rilassarsi e sentirsi coccolati, che un ponte di comando dal quale solcare il nastro d'asfalto in tempesta.
Una caratteristica voluta, mi dice Dyson, per colpire anche i potenziali acquirenti della Gen Z, che nell'auto tradizionale faticano a identificarsi perché cercano valori diversi dal dinamismo e dalla sportività.
Le dimensioni che contano
Lunga 4,47 m da paraurti a paraurti, la Ora 5 ha dunque un abitacolo avvolgente, che sulle prime non ti fa capire subito quant'è spazioso: devo sedermi dietro al sedile lato guida regolato per il mio metro e settantotto per accorgermi di avere 5 dita di spazio davanti alle ginocchia e quattro dita sopra la testa.
Insomma, sul nuovo SUV compatto cinese si viaggia in pieno comfort, con la possibilità di allungare le gambe, grazie al passo di 2,72 m. L'abitacolo, però, è ideale per quattro adulti, mentre un eventuale quinto passeggero fa stare tutti molto stretti.
In compenso il pavimento poco rialzato davanti al divanetto agevola eventuali carichi straordinari: dalla borsa da palestra alla sacca da golf. Bene anche il bagagliaio, che dichiara un volume di 422 litri prima di reclinare gli schienali posteriori e spicca per una profondità fuori dal comune, una volta rimosso il piano di carico regolabile.
Interni e tecnologie di bordo
La Ora 5 è un gran bel posto dove stare, perché la sensazione di qualità che si respira non si limita a creare suggestioni premium, ma ti fa proprio toccare con mano materiali e finiture di classe superiore.
Dal piano di seduta in su, le dita cadono quasi sempre sul morbido, con un bell'alternanza di materiali, texture e consistenze. Chiuda la portiera e il rumore sordo in stile Volkswagen trasmette un senso di sicurezza, facendomi sentire a bordo di un'auto particolarmente solida.
E solida la Ora 5 lo è davvero, a giudicare dall'esemplare che ho potuto esaminare dopo essere passato per i crash test. Ferma in un angolo del laboratorio predisposto a Baoding, Cina, la Ora 5 è sopravvissuta a un impatto a 56 km/h contro barriera disassata che ha interessato il 30% del frontale: senza accusare deformazioni interne all'abitacolo (a garanzia che lo spazio vitale rimane inalterato) e senza che nemmeno il parabrezza andasse in frantumi.
''L'abbiamo progettata apposta per ottenere il massimo punteggio ai crash test Euro NCAP nella loro ultima versione 2026: molto più severa delle precedenti'', mi conferma un ingegnere di GWM. Ora i test non li ha ancora affrontati, ma se verranno confermate le ambite 5 stelle puoi dare il merito agli acciai alto-resistenziali di cui in gran parte è fatta.
Lato tecnologie, la Ora 5 nasce ben equipaggiata, con una suite di aiuti alla guida particolarmente completa e sofisticata. La plancia è digitale, con due schermi separati per strumentazione e infotainment: da 10,25 pollici il primo e da 14,6 pollici quello per l'infotainment.
La maggior parte dei comandi passa per il touchscreen o per i comandi vocali, dotati di intelligenza artificiale integrata nel sistema operativo Coffee OS, ma non manca un vezzoso tastierino fisico, come sulle Mini, per avviamento, clima e sbrinavetro. Non mancano Android Auto, Apple Carplay e il navigatore integrato, se non sei tra quelli che vive sulle Google Maps.
Impressioni di guida
Ad accogliermi in Cina, al centro prove GWM di Baoding, una vecchia conoscenza dei tempi in cui facevo il collaudatore a Balocco: Ivan Paire, con Emanuele Battisti di Racing Syn, entrambi un tempo coinvolti nello sviluppo dell'Alfa Romeo Giulia.
È a loro che GWM ha chiesto di ''europeizzare'' la guida della Ora 5, per trasmettere un feeling con la guida più in linea con i gusti e con le strade tipiche del Belpaese.
E se anche il volante di Ora 5 è ancora poco comunicativo, l'assetto ha ben poco a che vedere con quello che di solito ho trovato sulle auto di provenienza cinese.
Di fatto, la messa a punto asiatica è generalmente molto molleggiata e richiede una guida accompagnata. La Ora 5 fa eccezione, accettando di buon grado qualunque strapazzo e mettendo in mostra una stabilità che rassicura.
Non è e non vuole essere un'auto sportiva, questo è chiaro. La sua vocazione è la guida tranquilla e confortevole. Messa però alla frusta su appositi tracciati e pavimentazioni del centro prove di Baoding, dove viene costruita, mi ha decisamente colpito per il senso di sicurezza che trasmette. Direi quasi di impunità di fronte alle manovre che di norma mettono in crisi un'auto.

Punti di forza e qualche debolezza
Sulle pavimentazioni l'assorbimento dei fondi irregolari è buono (anche se non quanto la Golf eHybrid che ho provato di recente) e la rumorosità delle gomme sul ruvido potrebbe ancora migliorare. Ma la situazione su questo fronte è già molto positiva.
Manca, semmai, di un pizzico di emozione. Della Ora 5 ho provato la versione ibrida e l'elettrica: entrambe, va detto, sono un po' in sovrappeso tra le curve, con la prima che stazza due tonnellate e la seconda che sulla bilancia fa segnare altri 100 kg in più. Tanto da richiedere una guida ancora più accorta sulla superficie di marmo bagnato che simula il ghiaccio.
Tra le curve si avverte un sottosterzo progressivo ma netto che rende lo sterzo poco incisivo. Entrambe, poi, potrebbero essere più scattanti nello 0-100 km/h: con un tempo dichiarato di 7,7 secondi dell'ibrida, e l'elettrica che le va molto vicino, mi aspettavo da entrambe una progressione più impetuosa.
La pista, va detto, è un ambiente strano: evidenzia certi comportamenti nascondendone altri e non vedo l'ora di approfondire i test su Ora 5 sulle strade italiane. Anche per misurare i consumi reali sul nostro circuito standard del MotorRing: stay tuned!
La scheda tecnica
| Versione | ICE | HEV | BEV |
| Motore | 1.499 cc, turbo 4 cilindri, benzina | 1.499 cc, turbo 4 cilindri, benzina, full hybrid | Elettrico |
| Potenza | 160 CV | 223 CV | 204 CV |
| Coppia | 270 Nm | 476 Nm | 260 Nm |
| Cambio | Automatico DCT a 7 rapporti | Automatico DHT a 2 rapporti | riduttore monomarcia |
| Trazione | anteriore | anteriore | anteriore |
| Velocità | 190 km/h | 185 km/h | 170 km/h |
| Da 0 a 100 km/h | 9,3 secondi | 7,7 secondi | 7,7 secondi |
| Dimensioni | 4,47 x 1,83 x 1,54 m | 4,47 x 1,83 x 1,54 m | 4,47 x 1,83 x 1,54 m |
| Bagagliaio | da 422 a 1.120 litri | da 390 a 1.088 litri | da 422 a 1.120 litri |
| Peso | 1.920 kg | 2.020 kg | 2.120 kg |
| Batteria | - | 1,09 kWh | 58,3 kWh |
| Autonomia WLTP | - | - | 435 km |
| Ricarica max 10-80% | - | - | 30' @ 120 kW DC |
| Prezzo | da circa 25.000 - 30.000 euro | n.d. | n.d. |
Dotazioni e prezzo
Attesa per il debutto a giugno 2026, Ora 5 gioca ancora a fare un po' la misteriosa. Gli allestimenti non sono ancora stati definiti con precisione ma il prezzo d'attacco sarà tra 25.000 e 30.000 euro. Resta sintonizzato per scoprire tempestivamente su MotorBox quando verrà pubblicato il listino.
















