Autore:
Luca Cereda

LA STELLA DELLE PLEIADI In Giappone, la city car secondo Subaru ha un nome italiano. Si chiama Stella, è lunga meno di tre metri e mezzo per uno e mezzo di larghezza, mette da una a quattro persone a bordo offrendogli la possibilità di avvicinarsi l'un l'atro tra le due file (configurando a piacere lo schema dei sedili) ed è votata al ciclo urbano: motore piccolo, basse velocità di punta, bassi consumi, dimensioni compresse. Ma, soprattutto, da adesso rappresenta anche il primo, concreto progetto di Subaru nell'ambito dell'elettrico plug-in.

L'AUTONOMIA FA 90 Elettrico integrale, non ibrido. Un motore da 63 cavalli alimentato da una batteria agli ioni di litio muove questo mini-van per una distanza massima di 90 km, più che sufficiente per le esigenze quotidiane di spostamento di un giapponese (e non solo…). Una volta esaurita la batteria? La si ricarica, ovvio, agganciati a una qualsiasi presa di corrente, dappertutto. Sappiate, però, che una ricarica completa richiede 5 o 8 ore, a seconda che allacciate l'auto ad una presa da 200 o 100 Volt. In alternativa, esiste un'opzione più svelta (ricarica veloce): in 15 minuti – a detta di Subaru – ripristina oltre l'80% di linfa.

PRAGMATICA Le virtù della Stella non finiscono però nel cuore verde. Dal progetto emerge una certa attenzione a dettagli pragmatici, come l'accesso al veicolo, l'organizzazione dello spazio interno e la disponibilità di vani dove stivare piccoli oggetti da tenere a portata di mano. Le portiere, ad esempio, si aprono a 90 gradi favorendo l'accesso anche a chi ha difficoltà motorie, come gli anziani; adiacenti alle porte, tasconi porta tutto tolgono l'impiccio di avere chiavi e portaoggetti in tasca.

MOVE THE BOX Poi c'è la possibilità di muovere i sedili, e di piegarli, ricavandone un tavolino di fortuna qualora si decidesse di fare una merenda on the road. Ciascuno scivola fino a 20 centimetri e può ripiegarsi su se stesso completamente. Come mostrano le immagini nella gallery, tanta duttilità torna utile se si vuole aumentare il vano di carico oppure avvicinare un sedile della fila posteriore – magari quello su cui è montato il seggiolone – favorendo la comunicazione tra chi guida e chi sta dietro.

SALATA Le prime Stella EV verranno vendute entro l'estate 2009, in Giappone. La Fuji Heavy Industries ne ha cedute in leasing 15 al Ministero dell'Ambiente giapponese e uno ai servizi postali, serviranno a raccogliere informazioni preziose sul funzionamento dell'auto prima dell'inizio delle vendite, che si presumono abbastanza elitarie. Per essere una city car, infatti, la Stella EV costa ancora molto: circa 34.660 euro è l'equivalente del prezzo fissato dai jap. Resta da capire se i costi di ricarica - in rapporto a quelli di rifornimento-carburante di una city car tradizionale – a lungo termine possano trasformare l'investimento in un affare.       


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