
Tutte le curve canoniche della Fiat 500 ci sono. Quelle del frontale, la piega sul cofano (anche qui non manca il listello cromato tra gli optional) e il taglio del cofano che dà il via alla balza che fa tutto il giro della 500, dalle fiancate fino alla coda. E poi i paraurtini, cromati o meno a seconda delle versioni, e la forma a ribaltina del portello posteriore che perde le griglie di aerazione e guadagna le comode dimensioni di un portellone che si apre fino al tetto. È carina, non c'è che dire.
Le sospensioni offrono buon comfort anche sulle strade più martoriate e, allo stesso tempo, sono valide alleate dell'ottimo telaio, quasi sportivo se la strada giusta e il pilota giusto si trovano insieme con la 500. Reazioni facili da controllare e da usare per la guida sportiva, o per rimediare a situazioni di emergenza, con freni sempre potenti sulla 1.4 e infaticabili.
Operazione nostalgia riuscita. Possibilità di personalizzazione.
Abitabilità non eccezionale. Bagagliaio poco pratico.
Ce n'è davvero per tutti i gusti, da quelli solidi vecchia maniera a quelli più moderni. Con una tavolozza così ci si può cucire l'auto addosso.
La versione base va bene se ci si accontenta di apparire. Per "vivere" la 500, meglio puntare più in alto. Quanto ai motori, l'onesto 1.200 da 69 cv non è un "vorrei ma non posso".
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