Rossi si racconta a Tintoria, dalla gioventù sull'apecar alla maturità
MotoGP

Rossi tra scaramanzia, carriera e vita privata, dall'apecar alla paura per il fratello


Avatar di Simone Valtieri, il 20/04/26

1 ora fa - Dai rituali pre-gara alle scorribande giovanili: il Dottore si racconta senza filtri

Ospite del podcast Tintoria, Valentino Rossi ha ripercorso carriera e vita privata, raccontando alcuni gustosi retroscena di una carriera inimitabile

Durante l'ospitata nel podcast Tintoria, di cui abbiamo già parlato qui e qui, Valentino Rossi si è raccontato senza filtri, toccando temi molto diversi tra loro: dalla carriera alle polemiche tecniche, fino alla vita privata e alla nuova prospettiva da padre. Prima dei titoli mondiali, prima della MotoGP e delle folle oceaniche, la vita del pilota  di Tavullia passava da un’Ape.“Il bello era non tanto dove andavi, ma il viaggio”, racconta, spiegando come anche una semplice uscita potesse trasformarsi in un’avventura. “Arrivare a Rimini con l’Ape era già un’avventura tipo Indiana Jones, ci volevano 50 minuti, e ovviamente eravamo sempre in competizione, ci davamo le sportellate… e chi parcheggiava per primo gli altri gli parcheggiavano addosso andando a sbattere”. Un altro mondo, ma ieri come oggi non sorprende che, prima o poi, arrivassero anche le conseguenze. Rossi racconta uno degli episodi più surreali della sua adolescenza: “Sono riuscito a farmi sequestrare i miei due mezzi in un giorno”. Prima lo scooter, poi l’Ape, entrambi fermati dai carabinieri nel giro di poche ore. ''E Graziano non la prese bene'', chiosa Rossi riferendosi al papà.

Endurance e scaramanzia

Tra le tante affermazioni in carriera ce n'è una che Valentino ricorad con particolare piacere, la vittoria ottenuto con Colin Edwards alla 8 Ore di Suzuka. “In moto è molto più tosto che in macchina… facevi un’ora sì e un’ora no, con 34 gradi e il 90% di umidità. Dopo ogni turno i toglievano la tuta e ti buttavano in una piscina piena di ghiaccio, racconta, descrivendo un rituale tanto necessario quanto brutale. “All’inizio si stava bene, poi diventava freddo e ti si addormentavano le mani”. E il conto arriva dopo: “Per recuperare mi ci sono voluti due mesi”. Dietro al talento e ai risultati, Valentino Rossi ha sempre convissuto con una componente meno visibile ma fondamentale: la scaramanzia. Non un semplice gesto, ma un vero sistema, costruito negli anni per entrare nella giusta dimensione mentale. “Il modo di vestirsi prima di salire in moto… i calzettoni devono essere quelli lì, il paraschiena lo deve mettere Uccio”. Un rituale preciso e ossessivo che accompagnava ogni gara, utilizzato però con una finalità ben precisa. “È una scaletta… per essere completamente concentrato e non avere pensieri da fuori”, spiega. Eppure, con il distacco di oggi, aggiunge: “So che in realtà non conta niente”.

Nuove paure e posti del cuore

Con il passare del tempo, poi, è cambiato anche il rapporto con la pista, non nella passione, ma nella percezione del rischio. Rossi lo spiega con una frase semplice ma potentissima: Adesso ho capito cosa provava mia mamma. Un cambio di prospettiva totale, legato anche al fatto di essere diventato padre. Guardare il fratello in pista oggi significa vivere quelle stesse sensazioni dall’altra parte e pensando alle figlie, il discorso si fa ancora più netto: “Mi piacerebbe che diventassero sportive… ma che non corressero con le moto”. La velocità resta un amore, ma non più qualcosa da trasmettere senza riserve. Tra gli aneddoti più concreti raccontati nel podcast, ce n’è uno che restituisce perfettamente la realtà quotidiana del pilota, lontano dai riflettori. Durante i test a Sepang, anche una situazione banale può diventare complicata. “Il bagno del circuito… non pulitissimo diciamo”, racconta. E la scena prende forma: “Sei lì tutto sudato… arrivano i meccanici, uno fuma, l’altro entra… succede di tutto, e tu stai cercando semplicemente di fare la cacca”. Infine, la sua passione per Ibiza: “È il posto più bello di tutti… puoi fare da matti o stare tranquillo”. E soprattutto: “La gente si fa più scrupolo a disturbarti, anche se un tempo era più tranquilla, ora è piena di calciatori e paparazzi''.

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Pubblicato da Simone Valtieri, 20/04/2026
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