Tre piloti, tre situazioni differenti e un Mondiale MotoGP che a Misano entra in una fase sempre più delicata. Jorge Martin arriva al GP di San Marino con la necessità di reagire dopo un difficile weekend di Aragon e senza volersi attribuire il ruolo di favorito nonostante la posizione in campionato. Lo spagnolo dell'Aprilia riconosce che in questo momento lui, Marc Marquez e Marco Bezzecchi sembrano essersi leggermente staccati dal resto del gruppo, ma non considera ancora definitiva questa gerarchia: “Manca ancora molto alla fine. Sembra che in questo momento noi siamo un po' davanti agli altri, ma io non mi sento ancora al cento per cento: ci sono gare nelle quali mi sento molto forte e altre nelle quali faccio più fatica”. Il problema principale resta trovare quella velocità che gli consenta di essere competitivo in ogni condizione: nelle prove, ha ammesso Martin, gli capita ancora di lasciare per strada tre o quattro decimi, troppo per sentirsi realmente il riferimento della categoria. “Non credo di essere mai stato il favorito. Devo continuare a lavorare per raggiungere la velocità di questi ragazzi, perché al momento sento di essere ancora leggermente indietro”.

Martin: “Misano dovrebbe adattarsi meglio al mio stile”
Misano potrebbe però offrirgli il terreno ideale per ritrovare le sensazioni migliori. Martin conosce bene il circuito e soprattutto si aspetta condizioni di aderenza più favorevoli rispetto a quelle incontrate ad Aragon: “Questa pista normalmente offre molto più grip e questo dovrebbe essere positivo sia per il mio stile di guida sia per la moto”. Più che la conoscenza del tracciato, tuttavia, il campione spagnolo considera fondamentale la crescente familiarità con l'Aprilia, perché durante il 2026 ha scoperto che tornare su circuiti già conosciuti non garantisce automaticamente di ritrovare velocità. Martin non sceglie neppure quale dei due rivali tema maggiormente: Marquez ad Aragon gli è apparso “incredibile”, mentre Bezzecchi potrà contare sulla spinta della gara di casa. E proprio parlando delle condizioni fisiche di Marquez ha allargato il discorso alle conseguenze di uno sport nel quale quasi tutti i protagonisti sono costretti prima o poi a convivere con il dolore: secondo Martin, la vera fiducia dopo un grave infortunio nasce dalla preparazione e dall'avere la pazienza di concedere al corpo il tempo necessario, anche se l'istinto di un pilota è quasi sempre quello di rientrare il prima possibile.

Marquez riparte da zero, ma a Misano sa come si vince
Marc Marquez arriva invece dalla vittoria di Aragon, ma respinge l'idea che quanto accaduto una settimana fa possa garantire automaticamente un ruolo da protagonista anche sulla Riviera: “Qui dobbiamo partire da zero e cercare di dare il cento per cento”. Il riferimento principale, almeno sulla carta, è proprio Bezzecchi, che nella passata stagione a Misano riuscì a tenerlo sotto pressione fino all'ultimo giro, con entrambi ancora capaci nel finale di girare su tempi praticamente identici a quelli della prima parte della corsa. “Questo risponde già alla domanda su questo weekend: lui sarà molto veloce sin dal primo turno. Io vorrei essere vicino a lui, ma guardando quello che ha fatto qui lo scorso anno, sulla carta sembra ancora più forte”, ha ammesso Marquez. Per lo spagnolo, però, la chiave della corsa al titolo resta soprattutto una: essere veloce. Più ancora della regolarità, è la capacità di imporre il proprio ritmo a rendere tutto più semplice, anche in una stagione nella quale dopo il rientro dall'ultimo intervento i suoi risultati domenicali hanno spesso oscillato tra vittorie e piazzamenti più difficili.

Marquez spiega la foto della spalla: “Volevo eliminare il punto interrogativo”
Gran parte dell'attenzione si è inevitabilmente concentrata sulla fotografia delle conseguenze dell'infortunio al braccio e alla spalla pubblicata da Marquez dopo Aragon. Una scelta apparentemente lontana dal comportamento tenuto per anni dallo spagnolo, abituato piuttosto a nascondere i propri problemi fisici, ma che questa volta è servita a chiudere un argomento diventato persino controproducente. “Le continue domande sul mio braccio mi stavano portando via energia. Se voglio lottare per questo campionato devo avere tutta la mia energia concentrata sulla pista e sulla squadra”, ha spiegato, precisando che l'idea di pubblicare la fotografia è stata sua e che adesso si sente più rilassato. Nessun trattamento di favore arriva però dalla Ducati: Marquez ha escluso che l'assetto venga adattato alle sue limitazioni fisiche. “Sono io che devo adattarmi alla moto. Non posso cercare un assetto che mi permetta semplicemente di guidare in maniera più dolce, perché in quel modo il tempo sul giro non arriverebbe”. E forse è proprio qui che emerge la differenza tra il Marquez di oggi e quello dei primi anni di MotoGP: secondo Marc, adesso deve investire molto più lavoro per restare competitivo contro una generazione velocissima, mentre un tempo certe prestazioni arrivavano in maniera più naturale. Continuare, comunque, rimane una scelta: “Nessuno mi mette una pistola alla testa dicendomi che devo correre. Sono ancora competitivo e soprattutto mi sto divertendo”.

Bezzecchi a casa: “Sarebbe falso dire che non voglio vincere”
Se per Martin e Marquez Misano è un altro passaggio cruciale nella corsa mondiale, per Marco Bezzecchi c'è inevitabilmente qualcosa in più. Riccione, Rimini e l'intera Riviera rappresentano davvero casa e il sostegno che accompagna il pilota Aprilia rende impossibile considerare questo un weekend come gli altri. “Quando arrivi alla gara di casa senti sempre un sostegno enorme ed è ovvio che per me questa sia una gara speciale. Sarebbe falso dire che non mi piacerebbe vincere”, ha ammesso il Bez, che tuttavia deve ancora fare i conti con le conseguenze dell'infortunio: la spalla è finalmente tornata a posto, ma fisicamente non ha ancora recuperato completamente e il suo primo obiettivo è ritrovare le sensazioni dell'inizio della stagione. Anche il precedente del 2025, quando qui fu velocissimo e riuscì a mettere Marquez sotto pressione fino all'ultimo giro, viene trattato con cautela. Moto, condizioni e soprattutto forma fisica sono differenti: “Probabilmente il pacchetto tecnico è un po' più competitivo rispetto allo scorso anno, mentre forse io sono leggermente meno in forma fisicamente”.

Bezzecchi, Antonelli e quella festa ancora da organizzare
Nel weekend più vicino a casa non poteva mancare infine un riferimento alla bella amicizia nata nel 2026 tra Bezzecchi e Kimi Antonelli. Il pilota Aprilia era a Monza nello scorso fine settimana per sostenere l'amico, dopo che il giovane pilota Mercedes lo aveva accompagnato al Mugello: un rapporto che sta creando un curioso ponte tra MotoGP e Formula 1 e che per Bezzecchi rappresenta anche una fonte di motivazione. “Vedere i successi che sta ottenendo rappresenta una grande motivazione per me. Spero anche di poter essere almeno un po' d'ispirazione per lui”, ha raccontato. “Tra Mugello e Monza abbiamo condiviso belle esperienze. Prima o poi quest'anno ci sarà da fare una bella festa insieme”. Prima, però, c'è Misano. E anche Bezzecchi condivide con Marquez l'esperienza di quanto possa essere complicato correre convivendo con le conseguenze di un incidente: l'adrenalina può nascondere il dolore nel primo momento, mentre la vera difficoltà arriva quando bisogna affrontarlo gara dopo gara. Con Martin chiamato a difendere la leadership, Marquez reduce dal successo di Aragon e Bezzecchi spinto dal pubblico di casa, il GP di San Marino mette così faccia a faccia i tre uomini che oggi sembrano avere qualcosa in più nella corsa al titolo, anche se nessuno di loro considera Misano decisiva: come ha sintetizzato Marquez, “ogni gara è importante. Questa è importante, ma non più delle altre”.
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Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.



