Autore:
Simone Valtieri

PAGELLE CATALANE Tanti bei voti, tanti brutti voti e stavolta tanti anche senza voto. Questo in sintesi il Gran Premio della Catalunya, una gara che sarebbe potuta essere completamente diversa senza l'incidente che ha coinvolto nel primo giro Lorenzo, Rossi, Vinales e Dovizioso, quattro pezzi da 90 tutti potenzialmente in grado di dire la propria per la vittoria finale. Invece dietro al solito protagonista Marquez, si sono messi in evidenza Quartararo, Petrucci e Rins. Male invece i giovani italiani Morbidelli e Bagnaia, così come l'avventato Crutchlow. Bene Miller e Mir. Tutti i dettagli nelle nostre pagelle del Montmelò

MARC MARQUEZ Non gli diamo il massimo dei voti non per colpa sua, ma per l'evidente condizione favorevole nel quale è andato a vincere il GP in totale assenza di rivali. Marc è stato come sempre perfetto, scattato bene al via, aveva appena superato Dovizioso nell'esatto estante in cui il ducatista è stato centrato in pieno dal suo compagno Lorenzo. Dall'incidente ne ha ricavato un buco tra sé e i più diretti inseguitori che hanno perso tempo a battagliare invece che inseguirlo. Alla fine, con la gomma usurata, Quartararo stava rinvenendo ma il vantaggio era ormai di sicurezza per l'ennesimo trionfo di questo fenomeno. VOTO 9

FABIO QUARTARARO Il primo podio in carriera merita lo stesso voto del fenomeno che l'ha preceduto, ma visto il livello a cui sta performando Quartararo non si può essere teneri con lui, e dunque non arriva il dieci perché con una partenza migliore e un po' più di decisione nelle fasi iniziali, poteva addirittura vincere la gara. Non gli si può chiedere la luna, ovviamente, ma se deve rivaleggiare con i più grandi è giusto pretendere la perfezione prima di assegnargli il voto perfetto. VOTO 9

DANILO PETRUCCI Il podio di Barcellona vale più della vittoria del Mugello, nella mente di Danilo. Ci crediamo poco, ma crediamo - questo sì - che sia stato molto più difficile per lui ieri che due settimane fa. Il fervore con il quale ha rintuzzato ogni attacco di Rins, nonostante la gomma posteriore ormai andata a farsi benedire, è quasi commovente, per cui un ottimo voto per il suo terzo podio consecutivo in MotoGP è inevitabile oltre che ampiamente meritato. VOTO 8

ALEX RINS Lo davano per favorito della gara alla vigilia, nonostante l'ottavo posto in griglia, e questo per il bellissimo passo mostrato tra libere e warm up. Ma in gara non era a suo agio con la Suzuki, e nonostante ciò è riuscito a battagliare quasi ad armi pari con la Ducati di Petrucci. Alla fine ha commesso un errore e si è dovuto arrendere, bravo comunque a risalire fino ai piedi del podio. VOTO 7

ROSSI, VINALES E DOVIZIOSO Tre piloti senza voto, accomunati dalla buona sessione di qualifica e tutti autori di un'ottima partenza. Dovizioso era secondo, Vinales terzo e Rossi aveva appena passato Petrucci per la quinta piazza. Tutti e tre potevano contrastare Marquez e rendere ben più viva una gara che ha invece raccontato tutta un'altra storia dopo lo strike di Lorenzo. SENZA VOTO

JORGE LORENZO Il suo voto è la media tra il 6 delle qualifiche e lo zero della gara, con il clamoroso errore alla curva 10 che vanifica quanto di buono fatto nei primi due giri e mezzo del Gran Premio della Catalunya. Jorge era scattato dalla decima casella ed era riuscito, con una splendida partenza, a risalire fino alla quarta posizione. Stava attaccando la terza piazza di Vinales al momento dello strike. Un errore da rookie e un vero peccato, perché poteva venir fuori una gara veramente spettacolare. VOTO 3

FRANCO MORBIDELLI Fantastico in qualifica, quarto tempo poi avanzato fino alla terza posizione in griglia per la penalità presa da Vinales, effimero in gara. E se la pessima partenza si può in parte attribuire ai problemi cronici della sua moto (da 3° a 13° al termine del primo giro, ma anche il compagno Quartararo è finito da 1° a 8°), non si possono giustificare né l'incapacità di risalire, né la caduta. Era infatti 10 al momento della scivolata che gli è costata la gara. VOTO 4

FRANCESCO BAGNAIA Cinque cadute in sette gare iniziano a pesare e non poco sul bilancio del pilota italiano, che sta trovando grosse difficoltà non tanto a perfomare, ma a concretizzare il suo potenziale. Peccato perché qui, nonostante la moto del 2018, era partito davanti al compagno Miller che dispone di una GP19 identica a quella del team ufficiale. VOTO 4

CAL CRUTCHLOW E arriva l'insufficienza anche per Cal, caduto dopo un tentativo di attacco folle a Jack Miller. Peccato perché il britannico stava compiendo una bella rimonta, e non era per niente lontano da Petrucci al momento della caduta, a 8 giri dal termine il podio non era solo un miraggio. VOTO 4,5

GLI ALTRI Ottima domenica sia per Jack Miller (VOTO 7) che per Joan Mir (VOTO 7), capaci entrambi di sfruttare l'occasione e concludere nelle zone alte della classifica, rispettivamente 5° e 6°. Bene anche Pol Espargaro (VOTO 6,5), che si conferma il miglior interprete della KTM, mentre è troppo poco l'ottavo posto di Takaaki Nakagami (VOTO 5,5), soprattutto dopo l'exploit del Mugello. Sufficiente il nono posto di Tito Rabat (VOTO 6), insufficienti invece le prove di due ex big come Johann Zarco (VOTO 5) e Andrea Iannone (VOTO 5), che ancora non riescono a trovare il rispettivo bandolo della matassa, mentre è ingiudicabile la gara dello sfortunato Aleix Espargaro (SENZA VOTO), che viene steso quasi subito dal compagno e wild card Bradley Smith (VOTO 4). Miguel Oliveira (VOTO 5) e la wild card Sylvan Guintoli (VOTO 5) chiudono lo schieramento ben distanti dai rispettivi colleghi di moto), mentre Karel Abraham e Hafizh Syahrin non sono neanche inquadrati dalle telecamere per essere giudicati.


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