Marc Marquez è a un passo dal conquistare il decimo titolo mondiale della carriera, un traguardo che gli permetterebbe di superare Valentino Rossi e raggiungere Giacomo Agostini a quota otto successi nella classe regina. Eppure, il pilota Ducati assicura che battere il record del suo storico rivale non rappresenta più una motivazione particolare. Dopo gli infortuni che hanno segnato la sua carriera, lo spagnolo ha cambiato profondamente il proprio modo di vedere le corse e il significato dei successi sportivi.
In un'intervista concessa al quotidiano spagnolo AS, Marquez ha risposto alle considerazioni di Fonsi Nieto, ex rivale e oggi suo amico, secondo il quale proprio il desiderio di superare Rossi sarebbe stato uno degli stimoli principali che lo hanno spinto a non arrendersi durante gli anni più difficili.
Marquez e la rivalità con Rossi: “Nel 2019 avrei ragionato così”
La rivalità tra Marquez e Rossi, esplosa definitivamente nel controverso finale della stagione 2015, continua a essere uno degli argomenti più discussi della storia recente della MotoGP. Secondo Nieto, il desiderio di superare il nove volte campione del mondo avrebbe contribuito a mantenere alta la motivazione dello spagnolo anche durante il lungo periodo segnato dagli infortuni.

Marquez non nega che in passato avrebbe potuto pensarla in questo modo, ma sottolinea come le sue priorità siano cambiate: “Capisco quello che dice, davvero. Se qualcuno me lo avesse detto nel 2019, avrei risposto: ‘No, no, voglio vincere ancora di più!’. All'epoca arrivavo da quattro titoli consecutivi, avevo 26 anni e avevo già conquistato sei Mondiali in MotoGP. Quindi sarei stato d'accordo con l'opinione di Nieto”.
Oggi, però, il suo punto di vista è differente. La lunga assenza dai vertici tra il 2020 e il 2024, prima del ritorno al titolo con Ducati lo scorso anno, ha modificato il rapporto dello spagnolo con i risultati e con la propria carriera. Un aspetto di cui aveva parlato già lo scorso anno, a 10 anni dai fatti di Sepang, cercando di archiviare la rivalità con Rossi che però, inevitabilmente, continuerà a perseguitarlo sotto forma di domande e curiosità da parte di media e pubblico.
Gli infortuni hanno cambiato il modo di pensare di Marquez
Il passaggio decisivo, secondo Marquez, è stato proprio il periodo trascorso lontano dalla possibilità di lottare per il Mondiale. Le conseguenze degli infortuni gli hanno fatto comprendere quanto rapidamente possa cambiare la carriera di uno sportivo, anche quando sembra destinato a vincere ancora per molti anni: “Tra il 2020 e il 2023 sono successe tante cose e ho capito che per gli atleti esiste qualcosa che assomiglia al destino. Non è soltanto fortuna o sfortuna, ma una sorta di destino che determina il tipo di carriera che ciascuno avrà. Per esempio, se un certo calciatore non si fosse infortunato al ginocchio... Nessuno può sapere se io avrei potuto fare ancora meglio, giusto?”.
Lo spagnolo ha poi raccontato come la propria esperienza personale gli abbia fatto acquisire una consapevolezza che prima non aveva: “Ho avuto una carriera da sogno, ma un giorno mi sono reso conto all'improvviso che siamo tutti esseri umani. Fino a quel momento non avevo mai considerato davvero i pericoli delle corse motociclistiche. Avevo visto i miei compagni di squadra infortunarsi, ma non ne avevo compreso fino in fondo il significato finché non è successo a me”.

Una riflessione rafforzata anche dall'infortunio del fratello Alex, caduto in maniera spaventosa durante il GP Catalogna di quest'anno: “Quest'anno si è infortunato anche mio fratello a Barcellona e questo mi ha colpito profondamente. Da quando ho acquisito questa consapevolezza, ho iniziato a dare molta più importanza alle carriere e alle vite degli altri atleti”.
Il decimo Mondiale non cambierà le priorità dello spagnolo
Marquez è tornato a vincere il titolo mondiale nel 2025, interrompendo un digiuno durato cinque stagioni e raggiungendo Rossi a quota nove campionati conquistati nelle varie categorie. Ora, con tre appuntamenti ancora da disputare, il decimo titolo è sempre più vicino e gli permetterebbe di diventare il secondo pilota più titolato nella storia del Motomondiale, alle spalle di Agostini. Per il pilota Ducati, tuttavia, il risultato più importante è già arrivato con il ritorno al successo dopo il lungo calvario fisico: “È per questo che vincere un altro titolo dopo l'infortunio è diventato così importante per me. Lo era davvero, davvero tanto”.
La conquista del nono Mondiale ha quindi rappresentato una sorta di liberazione personale, permettendogli di guardare al futuro con maggiore serenità, indipendentemente dai record ancora raggiungibili: “Vincere il nono titolo significa che, quando arriverà il momento di ritirarmi, potrò accettarlo serenamente. Che io vinca un altro Mondiale oppure no, i miei sentimenti non cambieranno. E non cambierò nemmeno io”.

Parole che ridimensionano il peso della storica rivalità con Rossi nella carriera attuale di Marquez, il quale sembra ormai un atleta in pace con sé stesso. Il decimo titolo rappresenterebbe un traguardo straordinario dal punto di vista statistico, ma per lo spagnolo la vittoria più importante resta essere riuscito a tornare competitivo dopo aver rischiato di vedere compromessa la propria carriera.
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



