Yamaha Tracer 7 GT Y-AMT - Dell'attuale Tracer 7, qui su Motorbox, ne abbiamo parlato in lungo e in largo. L'abbiamo presentata descrivendo tutte le novità tecniche, l'abbiamo guidata in versione standard e GT raccontandola (anche) in video e abbiamo anticipato l'arrivo delle versioni Y-AMT. Resta insomma da aggiungere un solo tassello a questo ampio puzzle, ovvero scoprire l'effetto della trasmissione robotizzata sulla guida. Siamo qui per questo.
Prima di saltare in sella, ecco un utile recap sui prezzi e sulle caratteristiche tecniche della protagonista della prova.

Yamaha Tracer 7, quanto costa in più la versione Y-AMT?
Le versioni dotate di trasmissione robotizzata automatica Y-AMT sono già in vendita e costano 600 euro più di quelle con cambio standard. Quindi:
- Tracer 7: 9.990 euro f.c.
- Tracer 7 Y-AMT: 10.590 euro f.c.
- Tracer 7 GT: 11.590 euro f.c.
- Tracer 7 GT Y-AMT: 12.090 euro f.c.
Yamaha Tracer 7 GT Y-AMT, caratteristiche e dotazione
- MOTORE Bicilindrico in linea fronte marcia di 689 cc con distribuzione a doppio albero a camme in testa, frizione antisaltellamento e cambio robotizzato a sei marce. Potenza massima 73 CV a 8.750 giri/min, coppia massima 68 Nm a 6.500 giri/min. Alimentazione attraverso corpi farfallati ride by wire.
- CICLISTICA Telaio in tubi di acciaio con forcellone in alluminio. Forcella regolabile nella frenatura idraulica con 130 mm di corsa per la ruota, ''mono'' regolabile in precarico ed estensione con 139 mm di corsa per la ruota. Doppio disco anteriore di 298 mm con pinze a quattro pistoncini ad attacco radiale, disco posteriore di 245 mm con pinza flottante a due pistoncini. Cerchi di 17'' con gomme Michelin Road GT in misura 120/70-180/55.
- MISURE Interasse 1.495 mm, altezza sella regolabile a 845 o 865 mm da terra. Serbatoio di 18 litri, peso 214 kg col pieno.
- DOTAZIONE Display TFT a colori di 5'', controllo di trazione regolabile su 2 livelli, risposta al gas regolabile su tre livelli di prontezza, tre modalità di guida, cruise control, presa USB-C, parabrezza alto regolabile, paramani, manopole riscaldabili, cavalletto centrale, borse laterali da 30 litri ognuna, registro remoto a pomello per la regolazione del precarico del ''mono''.

Yamaha Tracer 7 GT Y-AMT, come cambia la guida?
Della Tracer 7 GT, dicevamo, abbiamo già raccontato molto. Rispetto al passato, la versione attuale ha fatto un passo avanti soprattutto in termini di efficacia nell'utilizzo turistico. Ha una dotazione più completa, un serbatoio più capiente (quindi maggiore autonomia), la sella regolabile in altezza, una triangolazione più spaziosa e accogliente, sella di pilota e passeggero in due pezzi migliorate nell'imbottitura (comode, non comodissime), una miglior protezione aerodinamica (non impeccabile ma in assoluto buona), ed è finalmente predisposta al montaggio del ''tris'' di borse grazie a una capacità di carico adeguata.
Stabilità, un passo avanti
Nella guida ha guadagnato una superiore stabilità apprezzabile soprattutto sui fondi irregolari, a discapito di un pizzico di maneggevolezza. Sia io sia Michele, autore della prova della versione con cambio tradizionale, pensiamo nel complesso sia un compromesso premiante che la rende globalmente più piacevole che in passato. Non avrà il guizzo della precedente nella guida col coltello fra i denti su asfalto ben messo, ma in ogni altra situazione è più precisa, stabile, rassicurante; e resta in assoluto una moto reattiva e maneggevole. Ha ottimi freni, soddisfa su ogni tipo di percorso, tortuoso o scorrevole che sia, ed è caratterizzata da una piacevole fluidità e consistenza nello scendere in piega e nel cambiare direzione.

Peccato per la regolazione del ''plexi''
La taratura delle sospensioni è orientata alla precisione più che al comfort, ma non in modo eccessivo. Ci sono crossover più gentili sulle sconnessioni? Sì, ma la Tracer le digerisce in modo accettabile e ripaga con un bel feeling nel misto (oltre a dare la possibilità di modifcare l'assetto). Nemmeno il raggio di sterzata è da record per una tourer, né lo è l'altezza della sella da terra in ottica di semplicità di approccio per chi alto non è; ma, in assoluto, il quadro è più che accettabile. L'unica vera pecca è il meccanismo di regolazione in altezza del parabrezza, tutt'altro che pratico da utilizzare in movimento. Stupisce Yamaha lo abbia deliberato così com'è.
Un bel twin
Da parte sua, il motore è parco (circa 20 km/l su un percorso misto affrontato ad andatura normale), vibra in modo evidente solo nella parte alta del contagiri, ''tirando'' le marce (nessun problema quindi nei lunghi trasferimenti, anche un po' oltre la velocità codice), ha una risposta al gas precisa, una buona elasticità (si può riprendere fluidamente da 2.000 giri/min) e, in relazione alla cilindrata, una spinta decisa lungo tutto l'arco di erogazione, con un pizzico di grinta agli alti.
Addio cambio, addio frizione!
In questo contesto, la trasmissione robotizzata si inserisce prima di tutto svincolando il pilota dall'utilizzo della leva della frizione e del pedale del cambio (non ci sono). Tutto ciò che è richiesto al pilota è di inserire la prima attravrso l'apposito pulsante al manubrio e di scegliere se utilizzare la modalità automatica o la ''manuale''; dopodiché è sufficiente accelerare e, con una dolcezza buona ma, giocoforza, senza l'accuratezza della gestione umana della frizione, ci si mette in movimento.

Turistica o sportiva
In automatico, la Y-AMT gestisce in toto la trasmissione. Il pilota può scegliere una logica di cambiata turistica o sportiva. La prima, com'è facile intuire, privilegia comfort e marce lunghe, mentre la seconda sfrutta rapporti più corti a favore della grinta. Sono ben differenziate tra loro e, in generale, funzionano bene, mantenendo fede a quello che promettono. Va da sé che non sono mai perfettamente allineate ai desideri di chi guida, magari cambiando prima o dopo di quello che vorremmo, o usando un rapporto diverso da quello che avremmo utilizzato; ma questo vale per tutte le trasmissioni automatizzate che ancora non sono dotate di telepatia. Nel complesso, soddisfano molto - permettendo tra l'altro di andare in ufficio senza rovinare le scarpe ''buone''.
Mai più senza
In generale, a mio avviso, la Y-AMT è superiore a una trasmissione tradizionale perché, oltre a tutto ciò, può essere usata in modalità manuale attraverso i pulsanti ''+'' e ''-'' al manubrio. Ed è come disporre di un quickshifter all'ennesima potenza, che non solo non richiede l'utilizzo della frizione nemmeno in partenza, ma svincola anche dall'utilizzo del piede. Avendo allo stesso tempo cambiate istantanee (ad azione sui pulsanti corrisponde reazione), col plus di una modulazione intelligente della frizione che, anche a moto piegata, permette di scalare senza mai avere un freno motore eccessivo.






