Kappa amplia la gamma di accessori dedicati a chi si muove su due ruote con due nuove soluzioni per il manubrio. Si chiamano KPM1 e KBH50 e svolgono due funzioni diverse, rispettivamente supportare lo smartphone durante la navigazione e tenere a portata di mano una borraccia. Entrambi sono pensati per moto, scooter ed e-bike.
KPM1, il supporto per lo smartphone
Usare lo smartphone come navigatore è ormai un'abitudine diffusa tra i motociclisti, ed è il motivo per cui i supporti universali da manubrio restano tra gli accessori più richiesti del catalogo Kappa, soprattutto quando il percorso presenta buche o fondi sconnessi che mettono a dura prova la tenuta del telefono. KPM1 si fissa su manubri con diametro compreso tra 22 e 32 mm e accoglie smartphone larghi da 65 a 90 mm, con un sistema di aggancio e sgancio rapido che richiede circa un secondo per il montaggio o la rimozione del telefono.

La scocca, in nylon rinforzato con inserti laterali in TPU, smorza vibrazioni e impatti. Il supporto pesa 124 grammi, ruota di 360° per adattarsi a qualsiasi orientamento del telefono, ed è stato disegnato per lasciare libera la fotocamera. Da listino il supporto è in vendita a 20 euro.
KBH50, il portaborraccia
Il secondo accessorio, KBH50, risponde a un'esigenza diversa ma altrettanto pratica, ovvero quella di portare con sé una borraccia durante i viaggi più lunghi. Realizzato in nylon rinforzato, acciaio e silicone, si fissa su qualsiasi supporto tubolare della moto tramite ganasce auto-regolanti compatibili con borracce e bottiglie da 32 a 77 mm di diametro. Il rivestimento interno in silicone antiscivolo mantiene la borraccia in posizione anche su percorsi sconnessi, mentre il sistema di bloccaggio a ingranaggi in acciaio permette di regolare con precisione l'angolazione, sia in montaggio orizzontale sia verticale. Il prezzo di listino è di 30 euro.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.





