Il calendario dei divieti per moto e scooter a Milano potrebbe cambiare ancora. Le restrizioni previste per Area B e Area C rischiano infatti di essere rinviate ulteriormente, dopo l’ennesimo segnale arrivato da Palazzo Marino.
A lasciare intendere un possibile slittamento è stato il sindaco Giuseppe Sala, intervenuto dopo la decisione del Collegio dei Garanti del Comune, che ha giudicato ammissibile il quesito referendario promosso da Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. Una pronuncia che, secondo il primo cittadino, rientrava tra gli scenari prevedibili.
Sala ha poi aperto alla possibilità di rivedere la tempistica delle misure: la Giunta, ha spiegato, si riserva di decidere se modificare l’attuale quadro normativo o mantenere lo status quo. Tradotto: non è affatto escluso che le regole in vigore oggi vengano prorogate, lasciando ancora in sospeso l’entrata in vigore dei divieti.

Le restrizioni sotto osservazione
Il provvedimento riguarda alcune categorie di moto e scooter: i due tempi Euro 2 ed Euro 3, i diesel Euro 2 ed Euro 3 e i benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2. Dopo i rinvii già concessi, lo stop dovrebbe scattare a partire dal prossimo ottobre.
La decisione definitiva, però, non è imminente. Sala ha chiarito che il Comune si pronuncerà nelle prossime settimane, anche alla luce delle priorità legate agli appuntamenti internazionali della città (qui l'elenco delle strade chiuse per le Olimpiadi 2026). L’ipotesi di mantenere l’attuale regime normativo, ha aggiunto, era già stata presa in considerazione negli ultimi mesi del 2025.

Le critiche dell’opposizione
Il tema ha subito acceso il confronto politico. Dal centrodestra arrivano accuse di tatticismo elettorale e di incertezza nella gestione della mobilità urbana. Truppo parla di un nuovo tentativo di rinviare una decisione che, a suo dire, coinvolgerebbe decine di migliaia di motocicli solo nel capoluogo e un numero ancora più elevato nell’area metropolitana.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il referendum rappresenta una risposta concreta alle politiche della Giunta, mentre il rinvio delle restrizioni non basterebbe a fermare l’iniziativa. Nel mirino anche l’impianto stesso delle misure, giudicate eccessive e non supportate da dati sufficientemente chiari sui benefici ambientali.
Sulla stessa linea la Lega, che rivendica un impegno politico già assunto durante l’approvazione del Bilancio comunale. Per il segretario provinciale Samuele Piscina, la maggioranza avrebbe già concordato il rinvio dello stop ai motoveicoli, e mantenere un clima di incertezza rischierebbe di penalizzare cittadini e appassionati di mezzi storici.

Scenario ancora aperto
In attesa della decisione finale, la partita resta dunque aperta. Tra pressioni politiche, referendum in cantiere e necessità di conciliare ambiente e mobilità, Milano continua a muoversi su un terreno delicato, dove ogni scelta avrà un impatto diretto su migliaia di motociclisti e scooteristi.



