Se hai fatto un salto al MIMO 2026, è probabile che l'occhio ti sia caduto su di lei. Si chiama Cerbero LMP Stradale ed è, senza troppi giri di parole, uno dei prototipi più eccitanti visti alla manifestazione.
Dietro questo progetto c'è la firma di Mosca Automobili Torino, un piccolo atelier piemontese che da tre anni lavora sodo su questa vettura con un obiettivo chiaro, quasi d'altri tempi: portare su strada le sensazioni e le forme di una vera vettura da corsa in stile Le Mans, ma con targa e fari.
Carrozzeria in carbonio a prova d'officina
Se guardi i dettagli ravvicinati nel video, potresti stupirti per come la trama della fibra di carbonio che definisce i pannelli esterni sia, in realtà, ben nascosta. Questo perché quello esposto al MIMO è un veicolo da sviluppo e la carrozzeria è rivestita da una speciale vernice protettiva ad altissima resistenza.
Non serve tanto a brillare sotto i riflettori, quanto a proteggere il composito dai piccoli incidenti di percorso che capitano in officina, come il contatto con liquidi corrosivi o la caduta accidentale di un attrezzo. Qui la sostanza viene prima dell'apparenza.

L'aerodinamica si fa sotto il pavimento
Le linee sono estreme, eppure l'aerodinamica non si affida a vistosi profili posticci. Come puoi vedere nel dettaglio del posteriore, l'alettone è sdoppiato e minimale. Il vero lavoro lo fa il fondo piatto, abbinato a un imponente estrattore posteriore regolabile.
È questa combinazione a fare la parte del leone, garantendo un carico aerodinamico che tocca gli 800 kg quando si raggiungono i 270 km/h. Niente ali giganti, perché queste ultime aumenterebbero la resistenza, mentre la downforce generata dal fondo piatto è quasi gratis, da questo punto di vista.
Abitacolo monoposto e zero aiuti alla guida
Salendo a bordo – o meglio, calandosi nell'abitacolo – capisci subito che la Cerbero LMP Stradale è dedicata all'edonismo di chi guida. È una monoposto pura.
Il progetto è pensato per una produzione in piccola serie e, non dovendo sottostare ai classici vincoli delle grandi omologazioni di massa, i progettisti hanno fatto una scelta radicale: non c'è traccia di aiuti alla guida.
Le uniche concessioni alla tecnologia moderna sono il quadro strumenti digitale di stampo prettamente racing e lo specchietto retrovisore elettronico, indispensabile vista la visibilità posteriore praticamente nulla.
Sensazioni analogiche e leveraggi a vista
La ricerca di una guida puramente analogica si respira in ogni dettaglio. Lo sterzo non è servoassistito e per la trasmissione puoi scegliere tra un moderno doppia frizione e un classico cambio meccanico manuale.
Se osservi le immagini dell'abitacolo, noterai che la posizione di guida è rasoterra, con la pedaliera posizionata molto in alto, quasi all'altezza del petto: come nelle monoposto di F1.
Ma il vero spettacolo sono i leveraggi del cambio a vista: muovere la leva e vedere la meccanica che lavora sotto i tuoi occhi è già di per sé un'esperienza tutta da assaporare.
La sensibilità che puoi ottenere alla guida è totale: pensa che se il fondatore dell'atelier, Ivan, picchietta con un dito sulla ruota anteriore ad auto ferma, tu riesci a percepire quel minimo movimento direttamente sulla corona del volante.
Meccanica da corsa e il motore V8
I numeri della scheda tecnica confermano l'impostazione da competizione. Il peso si ferma a soli 950 kg, distribuiti secondo uno schema 40:60 tra anteriore e posteriore.
Il cuore definitivo della vettura dovrebbe essere un motore V8 di derivazione Ford Coyote, installato in posizione centrale-posteriore. Il condizionale è d'obbligo, visto che Cerbero non è un'auto pronta per essere messa in vendita, ma un prototipo di sviluppo avanzato.
Il propulsore è alloggiato all'interno di una culla in acciaio al nichel-cromo-molibdeno, che a sua volta è imbullonata direttamente alla monoscocca in carbonio. La potenza? Variabile: si va da 480 a 680 CV a seconda della configurazione scelta.

La firma di Horacio Pagani
Ora per Ivan e i suoi uomini inizia la fase più complessa: trovare i partner giusti per avviare la produzione in piccola serie, con l'obiettivo di realizzare circa 10 esemplari all'anno. I presupposti per essere ottimisti, però, ci sono tutti.
Se guardi con attenzione l'ultima sequenza del video, c'è un dettaglio che non può sfuggirti sulla carrozzeria. Quella firma scritta a mano da un certo Horacio Pagani. E se un maestro della Terra dei Motori ha deciso di dare la sua autorevole benedizione a questa Cerbero, significa che la base di partenza è decisamente buona. Scopri di più sulla pagina ufficiale.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




