Autore:
Salvo Sardina

BICAMPIONE Il tesoretto di 32 punti accumulato prima del doppio appuntamento di New York è stato determinante per assicurare a Jean-Eric Vergne il successo finale. Al francese – finito anche al centro delle polemiche per un team radio antisportivo che gli è costato una condanna a prestare un giorno di lavori sociali in aiuto della Fia – è infatti bastato il settimo posto in Gara-2 per laurearsi per la prima volta nella storia bicampione della Formula E.

DOPPIO SUCCESSO Un successo reso ancora più gustoso perché accompagnato stavolta (al contrario della passata stagione) dalla vittoria di Ds Techeetah nella classifica a squadre. “Sono davvero – ha spiegato Vergne – orgoglioso del team. L’anno scorso abbiamo corso un campionato pazzesco come scuderia privata, con risorse molto limitate e praticamente senza alcuna possibilità di fare test in pista. Quest’anno, invece, sono arrivate maggiori risorse grazie al supporto di Ds Automobiles, ma c’è voluto un po’ più di tempo per adattarsi e fare in modo che tutto funzionasse al meglio. Alla fine siamo stati comunque in grado di completare una stagione fantastica. È stato difficile, siamo usciti fuori alla grande da momenti piuttosto negativi, e abbiamo vinto il campionato. Si tratta di una situazione molto positiva per il futuro, abbiamo dimostrato di essere il miglior team in Formula E. Non potrebbe esserci una squadra migliore per cui correre, ma dobbiamo lavorare per confermarci su questi livelli anche nel 2020”.

DOLCE CHAMPAGNEL’anno prossimo daremo tutto – ha proseguito Jev – perché vogliamo ancora più successi. Il weekend di New York ci ha mostrato che in questa categoria non è mai finita finché non si arriva sotto la bandiera a scacchi. E mi ha dato ancora un po’ di rabbia e voglia di ottenere altre vittorie. Differenze rispetto alla passata stagione? Ero molto contento per il mio titolo ma allo stesso tempo dispiaciuto per il mancato successo della squadra. Avere avuto la possibilità di portare a casa entrambi i titoli quest’anno è stato fantastico. Sicuramente lo champagne ha un sapore molto più speciale rispetto a 12 mesi fa…”.

RISCHI IN PARTENZA La situazione di classifica prima dell’ultima tappa rendeva il successo apparentemente facile da ottenere. Eppure, non sono mancati i momenti di tensione: “Il livello di aggressività in pista è molto alto, anche io ho dovuto prendermi dei rischi. Ero costantemente informato sulla posizione di Mitch Evans e cercavo di restare incollato a Lucas Di Grassi quindi, ogni volta che lui faceva un sorpasso, io dovevo attaccare per rimanere alle sue spalle. L’incidente all’ultimo giro tra Mitch e Lucas? Mi spiace per loro perché, anche se non potevano più lottare per il titolo, hanno perso la possibilità di arrivare secondi in campionato. Non so bene cosa sia successo perché mi trovavo dietro e non ho visto la dinamica, ma ovviamente non sei mai felice quando altri piloti fanno degli incidenti”.

 


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