Autore:
Simone Valtieri

20 ANNI CON SCHUMI Sabine Kehm: undici anni nel ruolo di addetta stampa di Schumacher, gli ultimi 3 della sua carriera (quelli in Mercedes) nel ruolo di manager, e poi - di nuovo - addetta stampa della famiglia di Michael, tristemente nota anche al di fuori della stampa specialistica dal giorno in cui ha dovuto intensificare la gestione della comunicazione in casa Schumacher subito dopo l'incidente del 29 dicembre 2013. Sono dunque 20 gli anni trascorsi a contatto con Michael ogni giorno, cosa che inevitabilmente l'hanno fatta diventare una delle più intime conoscenze del campione tedesco.

ANIMO GENTILE In pochi conoscono Schumacher come Sabine, e così nel podcast "Beyond the Grid", appuntamento fisso sul sito internet ufficiale della Formula 1, la Kehm ha iniziato a raccontare il suo Schumacher, estremamente diverso dal personaggio pubblico che tutti conosciamo. "Michael è sempre stato una persona molto cordiale, ma non voleva che si sapesse all'esterno perché pensava che questo gli avrebbe tolto qualcosa della sua competitività" - ha esordito la giornalista tedesca - "Mi chiese addirittura di scoprire le date di nascita di tutto il personale della Ferrari, così come voleva scrivere a ognuno di loro un bel biglietto d'auguri a Natale e fare un regalo opportuno. Era qualcosa di molto importante per lui."

AMICI E FAMIGLIA Sabine ha svelato anche qualche particolare della vita privata di Michael e Corinna: "Erano una coppia perfetta... lo sono ancora, a mio avviso" - ha proseguito la Kehm - "Quando tornava a casa la Formula 1 restava fuori dalla porta. C'erano i bambini (Mick e Gina Maria) ad attenderlo e lui aveva bisogno di quella privacy da dedicare alla sua famiglia, era ciò che gli permetteva di ricaricarsi." Anche nelle amicizie Michael era una campione: "È riuscito a mantenere fino a oggi gli amici della sua infanzia, è una cosa bellissima. Sono sempre stati al suo fianco e formano un gruppo molto coeso."

TITOLO Quello che Sabine Kehm tiene a sottolineare, è soprattutto il fatto che esistessero due Schumacher ben distinti, e per volontà dello stesso pilota: uno privato e uno pubblico, con sfaccettature caratteriali molto diverse. "Lui era diviso in maniera chiara tra queste due persone" - ha aggiunto la manager tedesca - "Lo sport a questo livello è fatto di tanti piccoli giochi mentali: lui voleva essere sicuro di sé e questo gli serviva a essere ancora più forte."

 


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