Autore:
Simone Valtieri
Pubblicato il 03/01/2019 ore 00:01

TANTI AUGURI LEGGENDA In questi giorni si sono intensificate le notizie sullo stato di salute di Michael Schumacher, ve ne abbiamo abbondantemente dato conto nei giorni passati. Stato di salute sul quale è calato il massimo riserbo sin dai primissimi attimi che hanno seguito l'incidente del 29 dicembre 2013 sulle nevi francesi di Meribel. Oggi però è tempo solamente di festeggiare e celebrare un campione che compie mezzo secolo di vita, il pilota più vincente della storia della Formula 1.

SUZUKA 2000, L'INGRESSO NEL MITO Per ricordare al meglio Michael Schumacher prendiamo in prestito le parole di un suo grande amico nonché compagno di trionfi, l'attuale presidente della FIA Jean Todt, team principal di Schumi ai tempi dell'epopea ferrarista, pubblicate ieri mattina sul La Gazzetta dello Sport: "Michael con la Ferrari ha realizzato qualcosa di incredibile [...], il ricordo più bello? Facile: il Gran Premio del Giappone del 2000, quando abbiamo riportato a Maranello un campionato che mancava dal 1979, da Jody Scheckter. Già salendo sul podio dissi a Michael: abbiamo compiuto la nostra missione, la nostra vita sportiva d'ora in poi non sarà più la stessa."

I MOMENTI DIFFICILI Da lì in poi sono arrivati altri quattro titoli e una valanga di record, ma negli anni precedenti non era stato tutto rose e fiori, anzi: "Penso a Jerez '97, quando perse il titolo. Michael era arrivato da solo un anno, sarebbe stato sensazionale se avesse vinto allora" - ha spiegato Todt - "E poi l'incidente sotto l'acqua con Coulthard doppiato a Spa '98, il botto di Silverstone '99 dove rimase senza freni e si fratturò la gamba. E poi ancora in Giappone nel 2006 quando si ruppe il motore e perse il titolo."

L'INGAGGIO... Todt ha ricordato anche altri due momenti cruciali degli undici anni ferraristi di Michael: l'ingaggio, arrivato l'anno prima dell'esordio, ossia nel tardo 1995, e l'addio, nel 2006. "Era ovvio che dopo la scomparsa di Senna fosse lui il pilota da prendere. Ai tempi in Ferrari i motoristi se la prendevano con il telaio, i telaisti con il motore, i piloti con la macchina. Allora abbiamo deciso di ingaggiare il pilota di riferimento per togliere almeno una variabile. Il primo a contattare Willy Weber (lo storico manager) fu Niki Lauda, che era consulente del cavallino. Poi lo vidi io. [...] Il vertice decisivo nella mia stanza all'Hotel de Paris di Montecarlo durò 12 ore, era fine luglio del 1995. Lì venne firmato il pre accordo."

...E L'ADDIO "Anche su questo punto sono state scritte un sacco di stupidaggini, come quella che io lo volessi tenere e Montezemolo puntasse invece su Raikkonen" - ha continuato Todt riferendosi all'addio alla rossa del 2006 - "Nulla di vero. Michael voleva smettere, forse per dare spazio a Felipe Massa di cui avevva fiducia e per il quale nutriva simpatia. Disse che non aveva più voglia di sentire addosso tutta quella pressione, di vivere tutti quegli impegni. Solo allora abbiamo chiamato Kimi. A Schumacher offrimmo il ruolo di consulente, per sfruttare nome ed esperienza, anche se non aveva grande passione per questa posizione. Poi dopo l'incidente di Massa a Budapest 2009, quando io ero ormai andato via dalla Ferrari, so che Montezemolo gli offrì di tornare. Lui era pronto, ma si era fatto male in moto e non era in grado ancora di guidare una Formula 1. Così non potè accettare. Quindi lo cercò la Mercedes, e visto il nostro rapporto chiese la mia opinione, anche se la decisione l'aveva già presa. Gli dissi che era meglio quella scelta di qualsiasi gara di moto."

SCHUMACHER OGGI In Mercedes Schumacher passò tre stagioni, dal 2010 al 2012 e con la sua esperienza ha aiutato a porre le basi per quelli che sono i trionfi delle frecce d'Argento, che con Lewis Hamilton stanno vivendo un'epopea simile a quella di Schumi con la rossa. Schumacher è ancora oggi il pilota con più titoli mondiali (sette, due con la Benetton e cinque con il Cavallino) e con più vittorie (91, 19 con la Benetton e ben 72 con la Ferrari) nella storia della Formula 1, nell'augurargli uno splendido compleanno ci uniamo ancora una volta alle parole di Jean Todt: "I suoi 50 anni dimostrano che il tempo corre a una velocità che ogni tanto fa paura. Diciamo che abbiamo la fortuna di aver vissuto tanti capitoli belli di cui ricordarci." E noi con lui, grazie Schumi, buon compleanno.


TAGS: ferrari Michael Schumacher Jean Todt Compleanno Schumacher 50 anni Schumacher Schumi 50