La mostra su Gilles Villeneuve al Circuito di Monza: il mito non muore mai
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"Gilles Villeneuve. Il mito che non muore" al Monza Eni Circuit


Avatar di Simone  Dellisanti , il 08/05/18

3 anni fa - Le fotografie di Ercole Colombo e le didascalie di Giorgio Terruzzi

Oltre 170 fotografie di Ercole Colombo ripercorrono la carriera di uno dei piloti più amati della storia del motorismo

ENZO FERRARI "E' stato un campione di combattività e ha regalato tanta notorietà alla Ferrari. Io gli volevo bene". Questo il pensiero di Enzo Ferrari dopo la scomparsa di Gilles Villeneuve, uno dei piloti più amati della storia della Formula Uno, della Ferrari, del motorsport tutto. Da ieri è possibile "incontrare" Gilles, il piccolo pilota canadese chiamato da Enzo Ferrari per sostituire Niki Lauda sulla Rossa del Cavallino Rampante, a Monza, nello spazio espositivo-fotografico a lui dedicato.

LA VISITA Oggi ho visitato la mostra e posso dirvi che, tra le foto che ripercorrono la storia umana e sportiva di Villeneuve, passando alla sfida ruota contro ruota con Arnoux, per arrivare a quel sabato maledetto a Zolder dove nel 1982 ci fu il tragico incidente del canadese, si può respirare una strana atmosfera.

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SENSAZIONI Un misto tra emozione e malinconia. Emozione poiché le foto (scattate da Ercole Colombo, uno dei fotografi storici della Formula Uno) mi hanno fatto letteralmente sentire la sua mania, la sua fissazione per la velocità. Velocità: la fonte vitale di Gilles, che non solo percepiva sulle auto da corsa della F1, ma anche sulle auto da strada, sulle motoslitte, sui motoscafi. Insomma se qualcosa poteva correre veloce, lui ci saliva sopra e guidava. Malinconia perché Gilles Villeneuve non vinse molto, entrò in Ferrari dopo il vincente Niki Lauda e agli occhi del pubblico ferrarista, il piccolo pilota canadese era niente di più che uno sconosciuto, un autentico signor nessuno. Tra lui e la Ferrari nacque subito un amore forte e solido, grazie al quel modo leggero, spensierato e pazzo di guidare.

UN CUORE PURO Quattordici giorni prima della sua morte (avvenuta nel bruttissimo incidente di Zolder, nel maggio del 1982) Gilles si sentì tradito da quel forte amore. La delusione arrivò al GP di San Marino. Era il 25 aprile 1982, quando non riuscì ad accettare la prima posizione del suo compagno di team, Didier Pironi, che gli soffiò la vittoria non rispettando gli ordini della Ferrari. In quel momento Villeneuve si senti tradito dal suo compagno di squadra, ma anche dalla stessa Ferrari che preferì andare oltre l'accaduto senza prendere provvedimenti. "Era troppo per un uomo" ha detto Giorgio Terruzzi, giornalista e curato della Mostra, "con l'anima e il cuore leggero di un bambino".

UNA SORPRESA Per chi passerà a visitare la mostra, presso il Circuito di Monza, aperta dal 4 maggio al 22 luglio 2018, oltre a riuscire ad ammirare scatti di incidenti tremendi, sorpassi mozzafiato e sorrisi sul podio, fino al 3 giugno potrà vedere e toccare la Ferrari 312 T4 di Gilles Villeneuve, proveniente dalle Cantine Giacobazzi, lo sponsor tecnico del canadese che sempre l'accompagnò nella sua breve, grande storia sportiva.


Pubblicato da Simone Dellisanti , 08/05/2018
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