IERI E OGGI Ogni volta che guardo immagini di fotografi sportivi messi a bordo campo o dietro le protezioni di un circuito, penso sempre a che muscoli debbano avere per portarsi appresso tanta attrezzatura. Teleobiettivi grossi come cannocchiali, cavalletti ultra resistenti, altri obiettivi con diametro da bocca di cannone. Eppure c’era un tempo in cui la macchina fotografica era una scatola con attaccata un’ottica fissa e niente più. Come ad esempio una Graflex 4x5 del 1913. Perché proprio questo modello? Semplice: perché è quello utilizzato da Joshua Paul, fotografo statunitense, per immortalare alcuni momenti della Formula 1. Il risultato è affascinante.

IL MONDO IN BIANCO E NERO Guardate le immagini qui sotto. Il colore non esiste. Esistono solo sfumature di nero e anche gli ipertecnologici bolidi di Formula 1 sembrano usciti da un qualche film di inizio ‘900. Immagini che ci parlano dei tempi che furono immortalando il non plus ultra del motorsport. In anni in cui si vive di velocissime raffiche Joshua Paul e la sua Graflex 4x5 raccontano di una pazienza certosina alla ricerca del momento perfetto per dare il via alla magia di un momento fissato su pellicola.

ANTICHI EROI Così Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen sembrano piloti di epoche passate. La macchina fotografica diventa una sorta di warmhole che ci catapulta agli albori del mondo delle corse e della fotografia. Quando non si parlava di Halo, shield & co. Dove non c’erano sopraffini ed evoluti aiuti elettronici a sostenere la classe di piloti e fotografi. Dove c’erano uomo e macchina (da corsa o fotografica) senza nulla intorno. Tutte le foto le trovate sul sito ufficiale Red-Bull.


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