Autore:
Giulio Scrinzi

SOGNO A METÀ Quel brutto incidente del 2011 nel Rally Ronde di Andora sembrava aver messo la parola fine alle sue ambizioni da pilota professionista in Formula 1… ma poi Robert Kubica si è fatto coraggio e ha deciso di riprovarci, per tornare in quel mondo che è tutta la sua vita. L’anno scorso si è avvicinato prima alla Renault e poi alla Williams, con la quale a un certo punto sembrava essere il predestinato ad affiancare Lance Stroll sulla futura FW41. In seguito ai test di Abu Dhabi, però, gli è stato preferito Sergey Sirotkin… ma la sua avventura ha potuto comunque proseguire dal momento che è stato assunto nel team di Grove come pilota di riserva addetto allo sviluppo della monoposto.

UN LUNGO VIAGGIO Il suo sogno, in un certo senso, si è realizzato solamente a metà, ma ciò che ha ottenuto per la stagione 2018 è il punto di partenza per riprovarci per l’ennesima volta nella futura stagione 2019… quando Kubica dovrà giocarsi il tutto per tutto pur di aggiudicarsi un sedile da titolare sulla griglia di partenza. Questo sarà il piano di Robert secondo il pensiero di Paddy Lowe, direttore tecnico della Williams, il quale ha anche affermato che “bisogna dare merito a Kubica per tutto il recupero che ha fatto: c’è voluto impegno, molto coraggio e tanta dedizione. Ora è ancora in viaggio perché in futuro dovrà guadagnarsi un sedile da titolare se vuole tornare al vertice, a prescindere da quanti saranno disponibili”.

MEMBRO ATTIVO DEL TEAM E in virtù del suo ruolo di development driver, Kubica sicuramente si darà da fare per rendere la futura FW41 decisamente più competitiva della vecchia FW40. “Robert sarà un membro attivo del team e di sicuro non se ne starà seduto in panchina – ha continuato Paddy Lowe - Avrà le sue occasioni per scendere in pista nelle prove libere, inoltre lavorerà molto al simulatore e potrà aiutarci a sviluppare la vettura e supportare i due titolari nel loro lavoro durante il weekend di gara. E se dovesse sostituire uno dei due… Sarebbe assolutamente capace di fare bene in gara e di essere competitivo. Non sarebbe il nostro pilota di riserva se non fossimo sicuri che fosse in grado di correre!”.


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