Autore:
Simone Dellisanti

BREVE ANALISI  Tra soli 9 giorni il campionato di Formula Uno tornerà in pista per dar vita al Gran Premio del Belgio, sul Circuito di Spa-Francorchamps. In attesa di vedere i bolidi sfrecciare su per l'Eau Rouge, facciamo insieme una breve analisi dei principali team di F1 per scoprire se sono state mantenute le promesse di inizio anno, quale pilota ha fatto meglio del proprio compagno di squadra e quali cambiamenti sono stati fatti all'interno dei team, dall'inizio della stagione ad ora.

SCELTA AZZECCATA La stagione di Formula Uno 2016 della Red Bull Racing non era iniziata nel migliore dei modi, tanti problemi tecnici alla monoposto e una competitività latente avevano colpito la scuderia di Chris Horner (team manager Red Bull) che si candidava ad un insipido ruolo di terza o quarta forza del Mondiale. Un ruolo, però, che stava abbastanza stretto ai tecnici e agli ingegneri del team austriaco che da subito si sono messi all'opera per cercare di colmare il gap con Ferrari e Mercedes.

PORTE GIREVOLI In concomitanza con lo sviluppo della monoposto Helmut Marko (Manager piloti Red Bull) ha pensato bene di tagliare fuori il pilota Daniel Kvyat, colpevole di aver provocato troppi incidenti in pista e di aver portato al team troppi pochi punti iridati, sostituendolo con il giovane e promettente Max Verstappen, in forze fino a quel momento alla scuderia satellite Toro Rosso. Uno scambio che si è rivelato a dir poco sensazionale.

GIOVANE PROMESSA Max Verstappen è stato subito vincente con la sua nuova squadra, risultando il pilota più giovane a vincere una gara di F1 a soli 18 anni, 7 mesi e 15 giorni (battendo il precedente record di Sebastian Vettel), diventando così anche il primo olandese a trionfare nella massima serie automobilista. Con il proseguo del Campionato, il giovane Max ha dimostrato che la sua vittoria, avvenuta nel Gran Premio di Spagna, non è stata certo frutto del caso o della fortuna visto che è riuscito ha segnare più punti di ogni altro pilota del Circus, a parte Lewis Hamilton.

DANIEL RICCIARDO L'exploit del terribile ragazzino ha avuto anche l'effetto di "svegliare" il buon Daniel Ricciardo che per mantenere lo status di prima guida della Scuderia si è dovuto impegnare non poco. Da quando Verstappen ha preso possesso di uno dei sedili della Red Bull, il pilota australiano è risultato più brillante in qualifica e ha migliorato anche la sua performance in gara, ottenendo due podi nelle ultime due gare.

OTTIMISMO Nella seconda parte della stagione, la Red Bull potrà schierare una line up piloti di tutto rispetto sulla griglia di partenza, una preziosa carta da giocare che se aggiunta alla vettura nettamente migliorata rispetto all'inizio di stagione, fa ben sperare per le prossime gare. Sopratutto ora che la Scuderia Ferrari è stata superata nella classifica costruttori, un evento che non succedeva dal 2014.


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