Autore:
Simone Dellisanti

LA VERA SFIDA Non basta saper interpretare al meglio la curva Eau-Rouge, la Chicane e la Source, non basta trovare il giusto set up, tra carico aerodinamico e velocità, non basta riuscire a sprigionare tutta la potenza della monoposto sul rettilineo Kemmel Straight. Per uscire vincitori dai sette chilometri che compongono il circuito di Spa-Francorchamps, il più antico e famoso autodromo del Belgio, bisogna anche stare con il naso all'insù per tutto il weekend di gara, cecando di prevedere e intuire le variabili condizioni meteo.

IL BRACCIO DESTRO DI VETTEL "Il meteo avrà un'importanza cruciale nel prossimo weekend di gara". E' questo il pensiero di Riccardo Adami, ingegnere di pista di Sebastian Vettel che nell'intervista rilasciata al sito ufficiale Ferrari, racconta: “Qui è capitato di trovare sole da una parte della pista e pioggia dall’altra. E’ importantissimo tenersi pronti a questa variabilità”.

AERODINAMICA IMPORTANTE Secondo l'ingegnere, dal punto di vista tecnico il tracciato belga "mette a dura prova la vettura, soprattutto nell'aerodinamica. Qui occorre trovare il giusto compromesso tecnico tra il secondo settore, che è il più guidato, e i lunghi rettilinei della prima parte e di quella finale della pista".

PREPARAZIONE  Sarà necessario trovare un set up che non solleciti troppo la Power Unit perché, in gara, si avrà un tratto in full throttle molto lungo con tante curve e sezioni della pista da percorre con il gas aperto, come la Blanchimont che si percorre tutta in pieno. "Dovremo trovare il giusto bilanciamento sulla vettura perché quando si arriva, soprattutto in qualifica, all’ultima chicane, per il pilota è sempre importante trovare la determinazione e la concentrazione per non sbagliare. La curva dell’Eau Rouge rimane una sfida importante per il pilota, che qui affronta una compressione di 4 G di accelerazione longitudinale, per poi salire e percorre a tutta velocità il lungo rettilineo successivo del Kemmel Straight”.


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