Autore:
Simone Dellisanti

VERSTAPPEN CONTRO TUTTI Il comportamento tenuto in pista dal giovane Max Verstappen, pilota della Red Bull, sta diventando un caso dopo quanto accaduto nel Gran Premio del Belgio. Come già sottolineato nell'articolo delle pagelle del GP del Belgio, ritengo che la colpa dell'incidente avvenuto alla prima curva del circuito di Spa-Francorchamps sia da imputare per la maggior parte al ferrarista Sebastian Vettel che ha chiuso troppo la curva de La Source, senza lasciare il giusto spazio al suo compagno di squadra Kimi Raikkonen e, per l'appunto, a Max Verstappen. Quello che ha infastidito di più la Scuderia Ferrari è stato il comportamento che il pilota Red Bull ha tenuto durante il proseguo della gara, sia con i due piloti di Maranello sia con gli altri piloti del Circus.

COSI NON VA L'olandese ha cercato più volte di buttare fuori pista chiunque cercasse di passarlo con scartamenti pericolosi o tagliando le curve senza alzare il piede, come successo nella chicane di Les Combes. Oltretutto, dopo la gara non si è minimamente degnato di chiedere scusa per il suo comportamento oltre il limite, come dimostrato dalle parole che ha rilasciato poco dopo la gara: " E' chiaro quanto accaduto, sono io la vittima. Sono stato chiuso da Raikkonen perché Vettel lo ha spinto alla prima curva dopo il via e quindi è stato lui a venirmi addosso. Poi è normale che non volevo farli passare perché mi hanno rovinato il GP". L'olandese, quindi, ha messo in atto una sorta di vendetta nei confronti della Rossa, come da lui stesso ammesso in zona stampa. Ora, i piloti tosti in pista che vendono cara la pelle e ci fanno divertire ci piacciono. Ma c'è molta differenza tra questo e fare gli zig zag a 300 all'ora, commettendo delle gravi scorrettezze. Cosi si è solo incoscienti. Lo perdoniamo per l'età, ma adesso basta.

CRITICHE DAL CIRCUS Dopo la gara di ieri, il ragazzino olandese ha ricevuto molte critiche da tutto il Circus. Non sono mancate anche parole e dichiarazioni pesanti come quelle arrivate dall'ex pilota, ora commentatore tv, Jacques Villeneuve che lo ha definito un "deficiente" e ha puntato il dito contro la FIA per il fatto di non aver mai dato nessun provvedimento disciplinare contro il pilota Red Bull, come se volessero creare una sorta di superstar ai danni della sicurezza degli altri piloti, sicurezza in pista tanto amata dai suddetti commissari. Anche Toto Wolff, team manager Mercedes lo ha definito un grande talento ma estremamente pericolo in pista.

TIRATA DI ORECCHIE Ancora una volta il campioncino agli ordini di Chris Horner, il team manager Red Bull, si è dimostrato tosto in pista quanto poco professionista fuori dal tracciato. Purtroppo per lui la strada per diventare il migliore è ancora lunga da percorrere, perché campioni si è, e si diventa, dentro e fuori dalla pista. E questo in casa Red Bull è bene che glielo ricordino più spesso perché dall'essere il nuovo Schumacher al diventare il nuovo Maldonado, la strada è più breve di quanto si possa pensare.


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