Autore:
Andrea Minerva

STESSA STOFFA La denominazione è cambiata, il fascino no. La sesta prova del campionato italiano non si chiama più rally Alpi Orientali ma rally del Friuli Venezia Giulia. E le differenze finiscono qui, la sostanza rimane immutata. In questa occasione, dopo due prove disputate su terra, si ritorna a correre sull’asfalto, con una delle gare “classiche” del rallysmo nazionale. La zona geografica interessata dalla gara comprende le valli del Natisone e del Torre, oltre a Cividale del Friuli, patrimonio Unesco, e la città di Udine. Le prime edizioni stampate sull’albo d’oro risalgono alla metà degli anni ’60, quando Sandro Munari infilava una tripletta di vittorie con la Lancia Fulvia Hf. Anche in questa occasione, il rally del Friuli Venezia Giulia ospita non solo la sesta e terz’ultima prova del campionato italiano, ma anche la prova valida per il campionato europeo rally storici, il rally Alpi Orientali historic e la Mitropa rally cup. Un menu ricco e interessante al quale gli appassionati non possono facilmente resistere. La lunghezza del percorso, almeno per quello che riguarda la prova del campionato italiano, sarà attorno ai 400km, 150 dei quali destinati alle prove speciali. E proprio le prove speciali promettono molto spettacolo, come sempre, con lunghe sezioni in discesa, particolarmente impegnative, alternate da sequenze di tornanti destinati a “surriscaldare” il freno a mano. “Stregna”, “Valle”, “Subit”, “Mersino”, questi i nomi dei tratti cronometrati che andranno poi a stilare la classifica finale. 


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