Le case automobilistiche cinesi vogliono le fabbriche dei marchi europei? Negli ultimi tempi sono circolate molte voci in tal senso. I costruttori europei dispongono di fabbriche sottoutilizzate e quindi stanno valutando diverse opzioni per aumentare la produzione. Secondo alcune indiscrezioni, Volkswagen starebbe dialogando con alcune aziende cinesi e in particolare con Xpeng. Notizie che chiaramente hanno allarmato immediatamente i sindacati tedeschi. Per bloccare sul nascere le polemiche, sul tema è intervenuto il CEO del Gruppo Volkswagen Oliver Blume che ha fatto sapere che non sono in corso trattative con le case automobilistiche cinesi.
Il problema della sovraccapacità degli stabilimenti europei di Volkswagen è comunque reale e dovrà essere affrontato come poi ha aggiunto Blume.
Nei nostri stabilimenti in Europa e in Germania abbiamo ancora capacità produttiva in eccesso. Dobbiamo affrontare questo problema per rimanere competitivi. Attualmente non ci sono piani o discussioni in corso con i produttori cinesi.
Bisogna ridurre i costi
Il CEO ricorda che l'azienda sta portando avanti un piano di ristrutturazione che ha comportato anche diversi tagli che hanno permesso di renderla più ''robusta''. Tuttavia, ha avvertito che la casa automobilistica non tornerà ai livelli di vendita pre-pandemia in Europa e che il modello di business del Gruppo, basato da decenni sull'esportazione di auto in tutto il mondo dalla Germania, sta venendo sostituito dalla necessità di localizzarsi in mercati chiave come la Cina, dove Volkswagen opera attraverso joint venture con aziende locali.
Il futuro degli stabilimenti tedeschi è comunque oggetto di molte discussione e speculazioni. Proprio per tale motivo, la presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha chiesto la fine delle speculazioni sul futuro degli stabilimenti tedeschi. Il motivo? Perché sembra di dare l'impressione che Volkswagen sia quasi un obiettivo di acquisizione e che abbia bisogno di essere salvata. Il marchio dovrebbe quindi concentrarsi sul successo dei suoi prodotti, evitando l’ennesimo dibattito su presunte chiusure di stabilimenti o ipotetici colloqui con terze parti per utilizzi alternativi degli impianti produttivi.
Seguiremo l'evoluzione di questa situazione. Il problema della sovraccapacità degli stabilimenti è reale e quindi una soluzione dovrà essere presa. Quale sarà davvero lo scopriremo probabilmente nel prossimi mesi. Non rimane che attendere novità.
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