Autore:
Lorenzo Centenari

LA DICHIARO IN ARRESTO Non solo il dieselgate non finisce mai. Addirittura, acquista di intensità. Il mandato di arresto spiccato nei confronti del Ceo di Audi Rupert Stadler dalla Procura di Monaco di Baviera è solo l'ultimo tassello di un appassionante romanzo di spionaggio, ma è anche il classico coup de théâtre che risveglia nel lettore l'interesse. Il Professor Stadler è stato raggiunto questa mattina presto dalla polizia nella propria abitazione ad Ingolstadt. Pericolo di inquinamento delle prove di reato di frode ed emissione di certificati falsi nel contesto delle indagini sul dieselgate, comunicano i pm tedeschi.

GOVERNO AD INTERIM Come era nelle previsioni, il Consiglio di amministrazione ha nel frattempo sospeso Stadler e provvisoriamente affidato il ruolo di Ceo Audi ad Abraham Schot, capo della divisione vendite dei Quattro Anelli. Sia Audi, sia la Casa madre Volkswagen, tengono in ogni caso a ricordare all'opinione pubblica come Stadler sia innocente fino a prova contraria. La custodia cautelara è tuttavia incompatibile con le funzioni di amministratore delegato. Schot prenderà il posto di Stadler con effetto immediato.

TANTO TUONÒ, CHE PIOVVE Non proprio un fulmine a ciel sereno, le manette a Rupert Stadler. La scorsa settimana il pubblico ministero di Monaco stabilì che la dimora del numero uno Audi fosse passata al setaccio nell'intento di individuare eventuali documenti a suffragio delle accuse di frode sulle emissioni dei motori diesel con lo stemma dei Quattro Anelli sul coperchio. Accuse mosse a Stadler in persona anche dalle autorità Usa. L'arresto non sarebbe stato in ogni caso influenzato dalle pressioni dei pm americani: la Germania non estrada i propri concittadini, non al di fuori dell'Unione Europea.  Bram Shot, a capo della divisione vendite.

SOTTO A CHI TOCCA Sarebbe insomma un giudice con lo stesso passaporto, a considerare Stadler un possibile criminale. E a deliberare per un atto che ha del clamoroso, ma che potrebbe non essere affatto l'ultimo della serie. Sempre la procura di Monaco perquisì casa Stadler, oltre ai propri uffici personali, dopo che gli investigatori ebbero stilato una lista di ulteriori 20 indagati, rispetto a quelli già sospettati di frode. Tra questi, anche a un altro membro del board Audi (Bernd Mertens, responsabile acquisti del marchio) sarebbe stato intimato di aprire la porta agli agenti federali per le ricerche del caso. Lui il prossimo?


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