Autore:
Lorenzo Centenari

NUOVE PUNTATE La saga dieselgate si arricchisce di volta in volta di nuovi dettagli, nuove figure, nuove accuse. Ora a finire sotto le grinfie di Fbi ed Epa (Environmental Protection Agency) è l'italiano Giovanni Pamio, dirigente Audi all'epoca degli episodi contestati. 

ASSOCIAZIONE A DELINQUERE Secondo quanto si legge sul sito internet del Dipartimento di Giustizia Usa, Pamio, ingegnere, 60 anni, è indagato per aver aver recitato un ruolo di primo piano nel processo di manipolazione dei risultati dei test di emissione sui motori diesel del Gruppo Volkswagen. I capi di accusa sono quelli di frode, cospirazione e violazione della normativa in materia di tutela ambientale (Clean Air Act).

TEST GALEOTTI Secondo quanto si apprende, dal 2006 al 2015 l'ingegnere italiano è stato a capo dell'area termodinamica del dipartimento di sviluppo dei motori diesel Audi a Neckarsulm, in Germania, dove coordinava un team di ingegneri incaricato dei controlli sulle emissioni. Pamio è ritenuto responsabile di aver diretto dipendenti Audi nel progettare ed implementare funzioni software per ridurre le emissioni durante i test.


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