Autore:
Massimo Grassi

BUDGET STRATOSFERICO Era il settembre 2015 quando il gruppo Volkswagen venne accusato dall’EPA (Environmental Protection Agency, ovvero l’ente federale statunitense deputato a certificare i consumi delle auto) di aver truccato i dati di alcuni modelli. Ecco spiegato in breve lo scandalo Dieselgate. Oggi, a 9 mesi di distanza, Wolfsburg sarebbe pronta a pagare il, salatissimo, conto con il Governo Federale mettendo sul piatto la bellezza di 10 miliardi di dollari.

UN PO’ A TE, UN PO’ A LUI A dirlo è l’agenzia di stampa Bloomberg, secondo la quale il prossimo 28 giungo i vertici Volkswagen si recheranno a San Francisco, al cospetto del giudice federale, per proporre il proprio piano di risarcimento. Dei 10 miliardi di dollari 6,5 saranno destinati ai proprietari delle auto coinvolte nello scandalo Dieselgate, i quali potranno scegliere tra 3 diverse opzioni: rivendere l’auto a Volkswagen, risolvere in anticipo il leasing o far sistemare la centralina responsabile delle emissioni taroccate. I restanti 3,5 andranno al governo statunitense (più nello specifico, all’EPA) e al California Air Resources Board.

ANCHE L’ITALIA SI MUOVE Nel frattempo anche in Italia il Dieselgate continua a tenere banco, con la Corte d’Appello di Venezia che ha dato l’ok per la class action nei confronti di Volkswagen, promossa da Altroconsumo. L’associazione aveva effettuato test sui consumi della Volkswagen Golf 1.6 TDI BM da 105 cv, rilevando valori superiori del 50% rispetto al dichiarato. Secondo le stime di Altroconsumo il risarcimento agli automobilisti dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro per ogni 15.000 percorsi. Interpellata dalla Reuters, la filiale italiana di Volkswagen ha dichiarato di “non aver ricevuto ancora alcuna comunicazione ufficiale a riguardo”. 

                


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