Sicurezza

L’UE ha reso obbligatorio un dispositivo che negli USA si è dimostrato tutt’altro che infallibile


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2 ore fa - Una tecnologia semplice (e utile) non priva di problemi.

In Europa la retrocamera è obbligatoria dal 2024, negli USA dal 2018: là ha già causato 232 richiami.
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Dal 7 luglio 2024 in Europa le auto di nuova immatricolazione devono avere una tecnologia che negli Stati Uniti è presente da quasi dieci anni e ora sta mostrando molti limiti. Si tratta dei sistemi che permettono al conducente di vedere cosa si trova dietro il veicolo durante la retromarcia, nella maggior parte dei casi attraverso una telecamera posteriore. Una soluzione pensata per aumentare la sicurezza nelle manovre, soprattutto in presenza di pedoni, bambini o ostacoli difficili da vedere dal posto di guida.

Negli USA, dove i sistemi di visione posteriore sono obbligatori dal 2018, il loro funzionamento ha però già dato origine a centinaia di richiami. Secondo un’analisi di Bloomberg sui dati pubblici della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), dal 2016 a oggi sono stati aperti 232 richiami per problemi classificati come “backup prevention”, che comprendono telecamere posteriori che non funzionano, immagini distorte o sistemi che smettono di visualizzare correttamente la zona dietro l’auto.

I richiami hanno interessato complessivamente 21 milioni di veicoli passeggeri negli ultimi otto anni, un numero che sale a 28 milioni includendo camper, autobus e veicoli commerciali. Numeri che non mettono necessariamente in discussione la validità della tecnologia, sia chiaro. Ma sollevano diversi interrogativi. Soprattutto perché mostrano quanto anche un dispositivo apparentemente semplice possa diventare un punto debole quando deve integrarsi con l’elettronica e il software sempre più complessi delle automobili moderne.

La classifica dei richiami

A guidare questa particolare classifica è Ford, con 49 richiami, seguita da Stellantis (che eredita anche lo storico della ex Fiat Chrysler) con 39, Volkswagen Group con 20 e Honda con 14. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda Stellantis, che ha annunciato un richiamo volontario per 848.511 veicoli tra Chrysler Pacifica, Pacifica Plug-in Hybrid e Voyager, Dodge Charger e diversi modelli Jeep e Ram, per un difetto del software radio che può impedire la visualizzazione dell’immagine della retrocamera sullo schermo centrale. Stellantis non ha segnalato incidenti o infortuni collegati al problema, e risolverà il difetto con un aggiornamento OTA.

Un sistema semplice, ma non così facile da realizzare

Il problema, secondo quanto emerso, è che gli schermi centrali delle auto moderne devono gestire contemporaneamente decine di funzioni software diverse. Una caratteristica che li rende un punto debole anche per un compito relativamente elementare come mostrare l’immagine di una telecamera. Anche perché la retrocamera non mostra solo cosa c’è dietro l’auto. In molti casi comunica anche con il sistema di frenata automatica, fermando il veicolo se rileva un ostacolo, per esempio un bambino o una bicicletta.

In Europa la normativa (Regolamento UE 2019/2144) non impone esplicitamente l’uso di una telecamera, lasciando alle case la scelta tra questa e un sistema di sensori equivalente, ma si tratta comunque di tecnologia elettronica che si affianca a un numero crescente di altri sistemi ADAS ormai obbligatori per legge.

FONTE: BloombergCarBuzz

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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