Sicurezza stradale

Sicurezza stradale, gli automobilisti si sentono più sicuri degli esperti. La ricerca di Brembo


Avatar di Daniele Di Geronimo,

1 ora fa - 9 utenti su 10 si sentono sicuri. Solo il 45% degli esperti concorda.

Uno studio Economist Enterprise-Brembo rivela un divario di fiducia tra utenti ed esperti sulla sicurezza stradale in 10 mercati.
MotorBox, prima di tutti gli altri

Quanto sono sicure oggi le strade? A sentire gli automobilisti c’è di che essere fiduciosi. Per gli esperti del settore, invece, no. È quello che emerge dalla nuova ricerca internazionale commissionata da Brembo a Economist Enterprise, secondo cui gli automobilisti tendono ad avere una visione più positiva rispetto agli esperti del settore.

Lo studio analizza il divario nella percezione dei rischi e delle priorità per migliorare la sicurezza della mobilità, offrendo uno spaccato su come cittadini e professionisti valutano l'evoluzione della guida negli ultimi anni. Dieci i mercati automobilistici analizzati: Brasile, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, che insieme rappresentano circa il 75% della produzione mondiale di veicoli.

Cosa dice lo studio sulla percezione della sicurezza stradale

Sicurezza stradale, i dati dello studio Economist Enterprise-Brembo.Sicurezza stradale, i dati dello studio Economist Enterprise-Brembo.

Il divario più ampio tra la fiducia degli utenti e quella degli esperti emerge in Brasile, Cina e India, dove il 94% degli utenti si dichiara sicuro (il dato più alto tra i mercati analizzati) contro appena il 18% dei professionisti. Questi tre Paesi registrano insieme un tasso medio di mortalità stradale di 16,2 decessi ogni 100.000 abitanti, circa il doppio della media rilevata dallo studio. «In Brasile, Cina e India, la fiducia del pubblico è cresciuta di pari passo con una modernizzazione rapida e visibile», ha spiegato Pratima Singh, principal of policy and insights di Economist Enterprise e responsabile della ricerca.

Lo studio individua quattro modelli di fiducia nei diversi mercati. Gli “ottimisti” (Brasile, Cina e India) presentano il divario più marcato tra la percezione degli automobilisti e quella degli esperti, pari a 76 punti. I “custodi” (Corea del Sud e Giappone) mostrano invece la differenza più contenuta, anche se il rapporto evidenzia una fiducia potenzialmente fragile. I “pragmatici” (Italia, Francia e Germania) combinano i livelli più bassi di mortalità stradale tra i Paesi analizzati con un divario di 39 punti, influenzato anche dalla cautela verso tecnologie considerate poco trasparenti I “negoziatori” (Regno Unito e Stati Uniti) mostrano invece un'elevata fiducia nella sicurezza stradale, legata soprattutto alla percezione di istituzioni e sistemi di controllo solidi.

La fiducia non è uguale per tutti

Lo studio rileva differenze significative anche all'interno delle singole popolazioni. Gli utenti a basso reddito hanno una probabilità quasi doppia, rispetto a quelli a reddito medio-alto, di dichiarare scarsa o incerta fiducia nella sicurezza dei propri spostamenti. Tra le generazioni, i Millennial risultano i più fiduciosi, con il 94% che dichiara un alto livello di fiducia, mentre Gen Z e Baby Boomer sono i più scettici.

Con la diffusione di sistemi di assistenza alla guida sempre più avanzati, cresce però il timore che gli automobilisti ne fraintendano capacità e limiti. Solo il 3% dei professionisti indica i guasti meccanici come una delle principali cause di incidente, mentre il 30% segnala l'uso improprio o la scarsa comprensione dei sistemi di assistenza alla guida come causa principale dei problemi di sicurezza, e il 24% punta il dito contro le funzionalità che distraggono gli utenti dalla strada. Secondo i professionisti interpellati, anche il modo in cui vengono comunicate queste tecnologie contribuisce al problema. Il 65% ritiene che la pubblicità possa sovrastimarne le capacità, il 62% che lasci intendere una minore necessità di attenzione, il 60% che enfatizzi i benefici a scapito dei limiti. Qualcosa di simile era emerso quando, raccontando dell’incidente mortale in Texas che ha visto coinvolta una Tesla e il Full Self-Driving (FSD), abbiamo riscontrato come per molti automobilisti le capacità dei sistemi di assistenza alla guida vengano percepite come maggiori rispetto a quelle reali.

Nonostante l'elevata fiducia dichiarata, l'88% degli utenti si dice favorevole a misure di sicurezza più incisive (tra cui limiti di velocità più bassi e maggiori controlli) e disposto a pagare di più per sistemi di trasporto più sicuri.

VEDI ANCHE



Tags

Resta aggiornato

MotorBox, prima di tutti gli altri

Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.

Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

Gli articoli di Daniele

Vedi anche