Mentre i legislatori dell'UE definiscono l'Industrial Accelerator Act e l'Automotive Package, e il Governo britannico rivede il suo mandato sui veicoli a emissioni zero, Toyota invita i responsabili politici ad agire in modo pragmatico e con un'attenzione particolare alla collaborazione, per garantire il futuro dell'industria automobilistica europea.
La casa giapponese sostiene pienamente gli obiettivi europei sul clima ma ritiene che le decisioni prese nei prossimi mesi debbano coniugare ambizione e pragmatismo, includendo norme che rispecchino la reale domanda dei clienti e un'apertura a tutte le tecnologie che riducono le emissioni di CO2.
Auto con carburanti rinnovabili come le auto elettriche
VEEF, acronimo di ''Vehicles running Exclusively on Eligible Fuels'' (Veicoli che funzionano esclusivamente con carburanti idonei). Toyota propone questa nuova categoria in cui dovrebbero rientrare tutte le vetture alimentate esclusivamente con carburanti rinnovabili. La casa giapponese chiede che tali veicoli siano riconosciuti come a emissioni zero. Una scelta del genere concederebbe alle auto con motore a combustione interna alimentate da carburanti rinnovabili gli stessi incentivi delle alternative a batteria.
Secondo Toyota tale nuova categoria consentirebbe all'Europa di ridurre drasticamente le emissioni dei 300 milioni di veicoli con motore a combustione interna già presenti sulle strade, anziché sostituirli gradualmente nei prossimi decenni con veicoli elettrici.
Toyota è da tempo una convinta sostenitrice dei carburanti rinnovabili, utilizzandoli in diverse applicazioni nel motorsport e collaborando con numerose altre case automobilistiche per valutarne l'applicabilità nel mondo reale. La proposta, dunque, non sorprende più di tanto.
Negli ultimi sei mesi, ha collaborato con BMW, Bosch e Repsol a una sperimentazione in Spagna, dove una ventina di auto di serie sono state utilizzate per sei mesi con carburante proveniente al 100% da fonti rinnovabili, al fine di dimostrare la fattibilità della tecnologia.
Toyota afferma che la sperimentazione ha dimostrato che tali carburanti funzionano normalmente in condizioni reali e che possono essere forniti utilizzando le infrastrutture di rifornimento esistenti, mentre i veicoli elettrici e i veicoli a celle a combustibile a idrogeno necessitano di reti dedicate di costose colonnine di ricarica e pompe progettate su misura.
Qualsiasi auto con motore a combustione interna designata come VEEF (Vehicle Energy Energy Fuel) secondo le proposte, dovrebbe comunque essere impossibilitata a funzionare con benzina convenzionale.
Produzione limitata
L'azienda ha riconosciuto che la produzione di carburanti rinnovabili è attualmente troppo bassa per alimentare veicoli su scala significativa, ma ha affermato che la creazione di un nuovo quadro normativo per i VEEF (Vehicle Energy Fuel Economy) getterebbe le basi per la crescita del settore. I carburanti specifici proposti da Toyota come alternativa alle batterie o all'idrogeno sono biocarburanti di seconda generazione, prodotti utilizzando residui di scarto provenienti da prodotti organici, molto più economici da produrre rispetto ai carburanti completamente sintetici prodotti, ad esempio, da Porsche.
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