Guida autonoma

ChatGPT vs Claude e Grok: qual è l'A.I. migliore a... guidare una Toyota?


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30 minuti fa - ChatGPT vs Claude e Grok: qual è l'A.I. migliore a guidare una Toyota?

Mettiamo ChatGPT, Claude e Grok al volante di una Toyota Corolla. Tra birilli travolti e uscite di pista, scopri l'IA migliore
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Tanto lavoro si fa per migliorare la guida autonoma, anche attraverso AI specializzate, ma cosa succederebbe se mettessimo un modello di intelligenza artificiale generativa – di quelli nati per scrivere mail o riassumere documenti – al volante di un'auto vera? Il dubbio è venuto ad alcuni ricercatori, che per rispondere hanno messo ChatGPT, Claude e Grok ai comandi di una normalissima Toyota Corolla.

Il test DrivingBench: un piazzale, dei birilli e una Corolla

L'esperimento si chiama DrivingBench ed è stato ideato da Aditya Ramabadran, Simon Mahns e Tobias Gessler. Il banco di prova era essenziale: un percorso punto-a-punto all'interno di un piazzale, delimitato da piccoli birilli da cantiere a formare alcune curve e traiettorie obbligate.

La vettura del test, una Toyota Corolla, è stata equipaggiata con l'hardware Comma per la visione della strada e il relativo software open source OpenPilot, dando al modello di IA il pieno controllo fisico di sterzo, acceleratore e freni.

Ogni IA riceveva le stesse istruzioni, con l'obbligo di descrivere a ogni passaggio cosa vedeva e che manovra intendeva compiere. L'auto procedeva a sbalzi, fermandosi continuamente lungo il tragitto perché i comandi dovevano passare per data center collegati tramite un hotspot Wi-Fi, il tutto all'interno di una singola sessione chat. Per completare il circuito, ciascun modello aveva a disposizione tre tentativi.

Fuori pista al primo curvone: i disastri al volante delle IA

Se ti stai chiedendo se i chatbot sappiano guidare, la risposta breve è: assolutamente no. Su 11 prove complessive condotte da quattro diverse IA, ben 8 tentativi sono finiti con un fallimento prima ancora di coprire l'11% del tracciato, con strage di birilli già alla prima svolta. Ogni sessione è stata registrata in video con la chat in tempo reale affiancata, mostrandoti l'IA che ''ragiona'' sul da farsi mentre cerca disperatamente di non finire fuori strada.

Rileggere i log di queste chat è spassoso e illuminante. Grok (il modello di xAI), al primo tentativo, ha scambiato lo spazio tra due birilli esterni per una ''porta'' in cui infilarsi, tirando dritto fuori strada dopo appena due comandi.

ChatGPT 5.6 Sol è andato in palla inventandosi una regola inesistente — secondo cui i birilli su un lato del percorso dovessero essere tutti dello stesso colore —, nonostante il prompt iniziale scritto dagli umani avvertisse esplicitamente del contrario. La maggior parte degli agenti, poi, ha semplicemente mancato le svolte perché incapace di calcolare il corretto angolo di sterzata per fare le curve.

La vittoria di GPT-6 Astra (ma a che prezzo?)

Guardare queste conversazioni fa capire quanto questi sistemi siano del tutto inadeguati quando si tratta di percepire la fisica reale. L'unico agente capace di tagliare il traguardo, riuscendoci al suo secondo tentativo, è stato GPT-6 Astra di OpenAI.

Non immaginarti una guida pulita da pilota professionista, però: la traiettoria di Astra è stata piuttosto incerta, arrivando a toccare il margine destro del lungo curvone per poi rischiare di finire largo proprio un attimo prima del box di arrivo. Come dire, alla fine il successo è arrivato, ma c'è mancato poco.

C'è però un dettaglio economico interessante: di norma, un'interrogazione standard a una chat di IA costa frazioni insignificanti di centesimo, mentre la corsa vincente di GPT-6 Astra è costata 7,74 dollari in calcolo computazionale, dovuto alla valanga di informazioni (token) che ha dovuto scambiare, con un consumo di energia e di soldi totalmente insostenibile nella vita reale.

C'è chi teme che l'intelligenza artificiale un giorno prenderà il sopravvento; questo esperimento dimostra che, per ora, farebbe molta fatica a prendere anche solo la patente.

Fonte: Driving Bench

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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