I segnali che arrivano da Bruxelles, con una timida apertura ai carburanti a bilancio di CO₂ neutro anche oltre il 2035, hanno riacceso l’interesse per un’alternativa all’elettrico puro. E tra i costruttori più attivi sul fronte dei carburanti sintetici c’è senza dubbio Porsche.
A Zuffenhausen da tempo si sperimenta l’eFuel: una benzina sintetica prodotta in Cile, in un impianto alimentato da energia eolica, che utilizza anidride carbonica catturata dall’aria per ottenere un carburante chimicamente indistinguibile da una super senza piombo ad alto numero di ottano. Tanto che può finire senza problemi anche nel serbatoio di una 718 Cayman GT4. Il vero nodo, oggi, è il costo: troppo alto per pensare a una diffusione su larga scala.
Dall’antiacido al carburante
Per abbassare il prezzo al litro, Porsche starebbe studiando nuove strade per la cattura della CO₂. Una di queste, piuttosto curiosa, passa da una sostanza che molti conoscono per tutt’altri motivi: il carbonato di calcio, ingrediente comune degli antiacidi da banco e di alcune bevande vegetali.
Secondo un brevetto depositato in Germania, l’idea è usare la calce spenta come “spugna” per legare l’anidride carbonica presente nell’aria, formando appunto carbonato di calcio. Nulla di rivoluzionario, se non fosse che il metodo tradizionale per liberare nuovamente la CO₂ richiede temperature vicine agli 870 °C: un processo energivoro, costoso e poco coerente con gli obiettivi ambientali degli eFuel.
La soluzione alternativa descritta in un brevetto che Porsche ha depositato in Germania è decisamente più elegante. Aggiungendo acido acetico, il carbonato di calcio si trasforma in acetato di calcio, acqua e anidride carbonica.
L’acetato può poi essere riscaldato a temperature moderate per ottenere acetone e rigenerare il carbonato di calcio. L’acetone, a sua volta, può essere trasformato in acqua e ulteriore anidride carbonica oppure riconvertito in acido acetico, chiudendo il cerchio.

Gli eFuel non sono dietro l’angolo ma servono
La ricerca sui carburanti sintetici resta una buona notizia per gli appassionati, se non altro per garantire un futuro ai motori termici già esistenti e alle auto storiche. E non è un caso che Porsche stia rivedendo alcune strategie di elettrificazione, come quelle legate alle future Cayman e Boxster: avere un “piano B” sotto forma di benzina sostenibile potrebbe rivelarsi prezioso.
Oggi, però, i numeri sono ancora proibitivi: l’eFuel prodotto in Cile costa circa 9 euro al litro. In passato Porsche ha stimato che, con ulteriori ottimizzazioni, si potrebbe scendere a circa 1,60 euro. La strada è lunga, ma se davvero si riuscirà a tagliare i costi di produzione, gli eFuel potrebbero smettere di essere un esercizio di stile… e diventare una soluzione concreta.
Se questa tecnologia venisse concessa in licenza a terzi, poi, potrebbe trovare applicazioni anche al di fuori dell’automotive. Fermando il processo all’acetone, oppure proseguendo verso la produzione di metanolo, si otterrebbero sostanze molto richieste dall’industria chimica. Tradotto: meno passaggi, meno scarti e processi più efficienti. Forse.





