Il Governo ha tagliato le accise sul diesel di 17 centesimi di euro a litro come risposta al caro carburante. Eppure, lo abbiamo scritto giusto ieri, a distanza di due giorni dall'introduzione della misura, non tutte le stazioni di servizio di erano allineate. In alcune lo ''sconto'' era inferiore al taglio delle accise e in altre era stato addirittura registrato un aumento dei prezzi. Mediamente, il prezzo del gasolio in due giorni è sceso di 11 centesimi e non di 17.
Diverse associazioni dei consumatori, tra cui il Codacons, erano intervenute denunciando il fatto e chiedendo che il Governo intervenisse a tutela dei consumatori. Capito che c'era qualcosa che non andava, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha subito messo in moto il Garante per la sorveglianza dei prezzi che ha passato al setaccio gli oltre 20 mila distributori italiani. Il risultato?
Ecco cosa è stato scoperto
Alle 15.30 di ieri, il Garante per la sorveglianza dei prezzi aveva rilevato che su 20.100 impianti, 2.484 (cioè il 12,3%) hanno applicato gli stessi prezzi del 27 luglio, quando il taglio delle accise non era ancora in vigore. Invece, 684 (cioè il 3,4%) hanno alzato i listini.
Visto il risultato delle indagini, il Ministero ha fatto sapere che l'elenco dei ''furbetti'' è stato trasmesso alla Guardia di Finanza.
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sta trasmettendo alla Guardia di Finanza l'elenco degli impianti che non hanno ancora adeguato i prezzi alla pompa dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo, con l'indicazione delle anomalie più significative rilevate.
La scoperta di un numero importante di distributori che non si è adeguato i prezzi al taglio delle accise ha portato le associazione dei consumatori a intervenire duramente. Il Codacons, ad esempio, chiede al Garante per la sorveglianza dei prezzi copia delle informazioni fornite alla Guardia di Finanza per valutare eventuali azioni legali a tutela dei consumatori italiani. Insomma, vuole una lista per un'eventuale denuncia per possibile truffa.
Interviene anche Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori che spiega che non è la prima volta che alla Guardia di Finanza è stato mandato un elenco di distributori ''furbetti''. In passato, però, salvo qualche multa non è accaduto nulla. Se non si cambiano le regole, o non succederà mai nulla. Così si vanno a illudere solo i consumatori che possa accadere qualcosa.
La difesa dei gestori
Su quanto sta accadendo sono intervenuti i rappresentati dei gestori. Stando a quanto riporta La Repubblica, i presidenti di Faib, Fegica e Figisc hanno scritto al Ministro Urso, evidenziando che ''nessuna competenza e responsabilità può essere efficacemente riscontrata e tanto meno contestata direttamente sul punto vendita che si limita a distribuire prodotto già immesso al consumo e a un prezzo determinato da soggetti a monte della filiera''. Insomma, i benzinai si difendono affermando che i prezzi sono decisi dai petrolieri.
[Immagine di copertina realizzata con AI]
Fonte: La Repubblica
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