Un banalissimo tamponamento, il tipo di incidente che capita in un parcheggio e che di solito risolvi con qualche centinaio di euro. Poi arriva il preventivo: 42.000 dollari. Benvenuto nel mondo Rivian, casa automobilistica americana fondata nel 2009, specializzata in pick-up e SUV elettrici di fascia alta, che arriverà in Europa nel 2027. Ma che già comincia a far discutere.
Storie come questa circolano online da un po', e non sono isolate: c'è chi ha ricevuto un preventivo da 41.000 dollari per un'ammaccatura che, alla fine, si è risolta con un banale rimodellamento senza riverniciatura (video qui sotto). Roba da far venire i brividi, e non per la botta ricevuta.
Il CEO ammette: non dovrebbe succedere
La cosa interessante è che RJ Scaringe, fondatore e CEO di Rivian, non si nasconde dietro un comunicato stampa. In un'intervista raccolta da The Drive, ha detto chiaro e tondo: «Non esiste una riparazione da carrozzeria che dovrebbe costare decine di migliaia di dollari». Punto. Scaringe conosce il problema, sa da dove viene, e prova a spiegarlo.
Il vero nodo: carrozzeria in alluminio e pannello unico
I due fattori che trasformano una botta banale in una fattura da infarto sono la struttura della carrozzeria e il materiale con cui è costruita.
La Rivian R1T (ma il discorso vale anche per l'R1S) ha un pannello laterale in un unico pezzo, un po' come Tesla Model 3 e Model Y. La logica progettuale è solida: più rigidità, meno giunzioni, produzione più veloce.
Ma quando arrivi in carrozzeria con un parafango posteriore danneggiato, le cose si complicano. Intanto ti tocca smontare gran parte dell'auto per verificare un mucchio di componenti.
E poi: «A seconda del livello del danno, puoi intervenire con la lavorazione della lamiera oppure devi tagliare una porzione del pannello e risaldarne uno nuovo», spiega Scaringe.
L'alluminio, infine, non aiuta. È leggero, ottimo per l'autonomia, ma richiede attrezzature specifiche, competenze particolari e tempi di lavorazione più lunghi rispetto all'acciaio. Il costo sale di conseguenza.
Rivian è però corsa ai ripari, almeno parzialmente: fornisce ai centri di carrozzeria convenzionati delle sezioni parziali del pannello, così da non dover sostituire l'intera fiancata ogni volta. Una soluzione di buon senso, che però presuppone di lavorare con qualcuno che sappia usarla.
Ma c'è anche il problema delle carrozzerie che non conoscono Rivian
Ed è qui che casca l'asino. Perché Rivian, a differenza di quanto fa per vendite e assistenza ordinaria (gestite direttamente, senza concessionari), non ha centri di riparazione di proprietà.
Chi ha bisogno di riparare la carrozzeria si rivolge a officine terze. E molte di queste officine, soprattutto le più piccole, non hanno mai visto un Rivian.
Scaringe lo dice senza giri di parole: «Arriva una Rivian e loro si chiedono: cos'è una Rivian? Non conoscono il veicolo, sparano una cifra altissima, l'assicurazione accetta, e va a finire così».
Il meccanismo è quasi comprensibile: se non sai quanto costa il ricambio, se non hai le procedure, se magari non hai nemmeno voglia di fare il lavoro, la soluzione più semplice è sparare alto sperando che il cliente vada altrove.
Risultato: preventivi assurdi che finiscono online e fanno girare la testa. Preventivi che, a ben guardare, una progettazione differente e più attenta alla gestione a lungo termine del veicolo risolverebbe alla radice.
Un problema più grande del solo Rivian
Sia chiaro: Rivian non è l'unica a pagare il prezzo dell'innovazione tecnica. Un fanale posteriore della GMC Hummer EV costa oltre 6.000 dollari solo di ricambio, senza contare la manodopera.
I nuovi fari Matrix LED adattivi di Audi sono meraviglie tecnologiche finché non devi sostituirne uno. E la densità di componenti elettronici incastonati nei cruscotti delle auto moderne è tale da rendere qualsiasi intervento un puzzle costoso.
Mercedes, non a caso, sta tornando alle buone vecchie viti al posto della colla — un piccolo passo indietro che potrebbe rivelarsi un grande passo avanti per chi dovrà riparare quelle auto fra qualche anno.
Il punto è che l'industria automobilistica ha inseguito l'innovazione progettuale e produttiva senza sempre ragionare fino in fondo su cosa succede dopo il primo incidente.
Rivian almeno ha un CEO che lo riconosce ad alta voce. Ora bisogna vedere se le parole si tradurranno in qualcosa di concreto, per far sì che i preventivi tornino in una dimensione più umana.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.






