In un panorama automobilistico dove i grandi schermi sembrano aver vinto la partita contro i tasti fisici, Rivian decide di alzare ulteriormente la posta.
In una recente intervista rilasciata ai microfoni di The Verge, il responsabile del software del brand americano, Wassym Bensaid, ha spiegato chiaramente perché nella tua prossima auto elettrica potresti non trovare né CarPlay, né i classici bottoni a cui sei abituato.
Ecco i punti chiave della strategia Rivian, analizzati con il pragmatismo che serve quando si parla di tecnologia applicata alla guida.
Apple CarPlay e Android Auto: perché il ''no'' è definitivo
Se sei tra quelli che non possono fare a meno di collegare l'iPhone o lo smartphone Android appena saliti a bordo, la scelta di Rivian potrebbe sembrarti controcorrente. Ma c'è una logica industriale precisa.
Secondo Bensaid, integrare sistemi esterni come Apple CarPlay o Android Auto significa, per un costruttore, rinunciare a una parte fondamentale dell'esperienza di guida. La richiesta di CarPlay negli USA sarebbe in calo e l'AI renderà l'uso di CarPlay ''completamente obsoleto''.
E il punto non è solo estetico, ma anche funzionale. Se l'auto deve pianificare un viaggio includendo le soste di ricarica, deve conoscere in tempo reale lo stato della batteria, la temperatura esterna e l'altimetria del percorso.
Un'integrazione che i sistemi per il mirroring di Apple e Google faticano a gestire con la stessa precisione di un software nativo. Rivian vuole avere il controllo totale sui tuoi dati e sulla tua navigazione per garantirti che, quando arrivi alla colonnina, l'auto sia già pronta per caricare alla massima potenza possibile.

La guerra ai tasti fisici: questione di evoluzione
Ti sarà capitato di lamentarti perché per alzare la temperatura del climatizzatore devi navigare tra i menù di uno schermo touch. Eppure, per Rivian, i tasti fisici sono un binario morto. Bensaid li definisce ''statici'': una volta progettati e installati, restano lì per tutta la vita dell'auto.
La filosofia del brand è invece legata agli aggiornamenti OTA (Over-The-Air). Se una funzione non è ottimale o se i clienti chiedono una modifica, il software può essere riscritto e l'interfaccia cambiata in una notte, mentre l'auto è in garage.
Con i bottoni fisici, questo è impossibile. L'obiettivo è arrivare a un'interazione così naturale — magari potenziata dall'intelligenza artificiale e dai comandi vocali — da non farti rimpiangere il vecchio clic meccanico.
L'accordo con Volkswagen: il software diventa merce di scambio
Non è un caso che un colosso come Volkswagen abbia deciso di investire 5,8 miliardi di dollari in una joint venture con Rivian, si chiama RV Tech, impiega circa 1.500 persone e la leadership è condivisa tra Bensaid e il CTO di VW Carsten Helbing.
Il gruppo tedesco ha faticato molto negli ultimi anni con la divisione Cariad, e la piattaforma software di Rivian è considerata oggi una delle più solide e scalabili sul mercato.
Per te che guidi, questo significa che la tecnologia sviluppata da una piccola startup della California (ora diventata enorme) potrebbe presto finire sotto la scocca della tua prossima Golf o Audi elettrica. L'architettura elettronica di Rivian permette di gestire l'auto con pochissime centraline ad alte prestazioni, riducendo pesi, cablaggi e, soprattutto, la complessità del codice.
Un futuro sempre più digitale
In definitiva, la visione di Rivian è chiara: l'auto non è più un oggetto meccanico con un po' di elettronica, ma un computer su ruote dove il software detta le regole.
Può piacere o meno, specialmente se ami la sensazione tattile dei comandi analogici, ma la direzione è tracciata. La scommessa di Bensaid è che, una volta provato un sistema davvero integrato e fluido, non sentirai più il bisogno di proiettare il tuo telefono sul display della plancia. Scommettiamo?
Fonte: The Verge
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



