ACCELERAZIONE DA URLO PER I SUPER SUVLo sappiamo tutti, le leggi della fisica sono difficili, se non impossibili, da confutare, anche in ambito automobilistico. Queste leggi ci hanno insegnato che i grandi veicoli, alti e pesanti, non dovrebbero naturalmente essere veloci come quelli più piccoli e leggeri. Tuttavia, ci potrebbero essere delle eccezioni. Per esempio, parlando di SUV, ma non SUV “normali”, bensì quanto di meglio c’è oggi sul mercato sia con motori convenzionali, sia elettrici. Senza nulla togliere ad altri, stiamo parlando di due modelli al top del segmento, che si dissetano con dell’ottima benzina verde e cioè Aston Martin DBX 707 (707 CV), il più potente SUV di produzione al mondo, e Porsche Cayenne Turbo GT (640 CV), punta di diamante dei modelli a ruote alte di Züffenhausen. Dall’altra parte del ring c’è l’americanissima Rivian R1S, che preferisce l’elettrizzante energia alla spina e mette sul campo tutti in una volta qualcosa come 622 kW (846 CV).

NON SEMPRE I BEV HANNO LA MEGLIOPartiamo col dire che, in genere, i veicoli elettrici come il SUV Rivian dominano i test di accelerazione poiché scaricano a terra immediatamente tutta la potenza e la coppia motrice, ma qui iniziano le sorprese, visto che l’R1S arriva addirittura ultimo. Il motivo è presto detto: a differenza dei SUV europei, quello yankee è equipaggiato con pneumatici tassellati da off-road e pesa la bellezza di 3.175 kg, buona parte a carico dell’immenso pacco batterie per alimentarlo. Nel caso in cui questi handicap non bastassero a penalizzarlo, è anche limitato a una velocità massima di soli 177 km/h, top speed che raggiunge ben prima che il quarto di miglio sia finito, il che avviene in 11,8 secondi.


Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.




