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Renault cresce e diventa il secondo marchio in Europa. Bene Alpine, male Dacia


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1 ora fa - Nel terzo trimestre le elettriche crescono dell’85% in Europa.

Ricavi in lieve crescita, vendite in calo del 6%. Alpine sale del 58% con la A290, Dacia perde il 13%
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Nei primi nove mesi del 2026 Renault è diventato il secondo marchio più venduto in Europa. È la notizia più forte dei dati del terzo trimestre presentati dal gruppo francese, che per il resto raccontano un periodo a più velocità. Le elettriche crescono a ritmi molto alti, Alpine va molto bene, mentre Dacia rallenta in modo significativo.

Ricavi stabili, vendite in calo

Tra luglio e settembre il Gruppo Renault ha fatturato 11,6 miliardi di euro, l’1,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita, però, non arriva dalle auto. Il fatturato del settore automobilistico si è fermato a 9,8 miliardi, praticamente invariato, mentre Mobilize Financial Services, la società che si occupa di finanziamenti e servizi, è salita dell’11% fino a 1,8 miliardi. Nei nove mesi i ricavi complessivi arrivano a 41,8 miliardi, con una crescita del 7,1%. Le vendite scendono. Nel trimestre il gruppo ha venduto 497.799 veicoli, il 6% in meno, mentre nei nove mesi il totale è di 1.662.222 unità, in calo del 2,2%. Il contesto non aiuta, perché da gennaio a settembre il mercato europeo delle auto ha perso il 3,1%. Fa eccezione il Nord Europa, che cresce del 6% con Germania, Regno Unito e Danimarca.

Renault tiene e sale in classifica

Il marchio Renault ha chiuso il trimestre con 349.901 vendite nel mondo, in calo del 2,9%. In Europa è andata meglio, con una crescita del 4,6% che sale al 6,3% considerando le sole auto. Nei nove mesi il marchio è in crescita dell’1,1%, a 1.178.946 unità, ed è proprio questo risultato a portarlo al secondo posto europeo. Tra i modelli che hanno spinto le vendite il gruppo cita la nuova Twingo E-Tech, che ha superato le 26.000 vendite dal lancio ed è la più venduta del suo segmento, insieme alla nuova Mégane E-Tech elettrica. Fuori dall’Europa contano la Duster E-Tech ibrida e i modelli internazionali Boreal e Niagara. Nel trimestre ha pesato anche il passaggio dalla quinta alla sesta generazione della Clio.

La situazione di Alpine e Dacia

La crescita più forte è quella di Alpine, che nel trimestre sale del 58,4% e nei nove mesi del 65,6%. Il merito è soprattutto della A290, affiancata ora dalla A390 nella versione GTS. I volumi restano però contenuti, con 3.723 auto nel trimestre e 12.269 da inizio anno. Il segno meno più pesante è quello di Dacia. Nel trimestre il marchio rumeno ha venduto 144.175 auto, il 12,8% in meno, e nei nove mesi è sceso del 9,7% a 471.007 unità, dopo un 2025 di forte crescita. Il gruppo indica tre cause. Il confronto con un terzo trimestre 2025 molto forte, una fase di passaggio tra vecchie e nuove motorizzazioni e la corsa del mercato europeo verso l’elettrico. Nel segmento C, dove gioca la Bigster, pesa anche la concorrenza dei marchi cinesi. La Sandero resta comunque l’auto più venduta ai privati in Europa, e la gamma conta su Sandero Hybrid, nuova Spring, Striker, Bigster e Duster.

Un’auto su quattro è elettrica

Il dato che sintetizza meglio il trimestre è quello delle elettriche. In Europa le vendite di auto a batteria del gruppo sono cresciute dell’84,7%, e la loro quota sulle auto vendute nel continente è salita al 25,8%, oltre dodici punti in più rispetto a un anno fa. Aggiungendo ibride e ibride plug-in, le auto elettrificate arrivano al 54,9% delle vendite. Nei nove mesi la quota delle sole elettriche in Europa è del 20,9%. Interessante anche il dato relativo al nostro Paese. L’Italia, infatti, si conferma il secondo mercato del gruppo. Da gennaio a settembre sono stati venduti 140.473 veicoli tra auto e veicoli commerciali, pari al 10% di quota di mercato.

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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