La giornata di ieri è stata rilevante per il settore auto, perché è entrato ufficialmente in vigore il regolamento europeo sui veicoli a fine vita. Ma con una particolarità. L’espressione “in vigore” non significa “operativo”. Le nuove regole, secondo quanto precisato dalla stessa Commissione Europea, si applicheranno concretamente solo a partire dal 1° settembre 2028. Fino ad allora resta valida la vecchia direttiva ELV del 2000, che il nuovo testo va a sostituire insieme alla direttiva del 2005 sulla riciclabilità dei veicoli in fase di omologazione. Ricordiamo che ogni anno, tra i 10 e i 12 milioni di veicoli in Europa raggiungono la fine del proprio ciclo di vita, diventando di fatto rifiuti da gestire.
Cosa cambia (e da quando)
Il regolamento (UE) 2026/1738 fissa per la prima volta quote obbligatorie di plastica riciclata nelle auto nuove vendute nel territorio dell'Unione europea. Questa dovrà essere di almeno il 15% a partire dal 2032, percentuale che salirà al 25% dal 2036. Per acciaio e alluminio, invece, i target dovranno ancora essere definiti dalla Commissione, con applicazione prevista dal 2033.
Il testo introduce anche l'obbligo, per i costruttori, di fornire istruzioni chiare su come rimuovere e sostituire i singoli componenti, sia durante la vita utile del veicolo sia al momento dello smontaggio finale. L'obiettivo è facilitare il recupero di materiali di valore (come rame, alluminio e terre rare) oggi spesso persi nei processi di demolizione meno strutturati.
Una delle misure più concrete riguarda l'export. Dalla metà del 2031, potranno lasciare i confini dell'Unione Europea solo veicoli ancora marcianti. La norma punta a contrastare un fenomeno noto da tempo, ovvero quello dei veicoli di fatto non più utilizzabili, ma rivenduti fuori dai confini UE con l'etichetta di “usato”, aggirando così gli obblighi di smaltimento e riciclo previsti in Europa.
Il regolamento rafforza inoltre la responsabilità del produttore, che dovrà farsi carico di una quota dei costi di raccolta e trattamento dei veicoli giunti a fine vita. Il campo di applicazione si allarga, per la prima volta, anche a camion, autobus e motocicli, categorie finora escluse dalla vecchia direttiva.
Per la Commissaria europea all'Ambiente, Jessika Roswall, il nuovo regolamento «stabilisce uno standard europeo su come i veicoli debbano essere progettati, prodotti e recuperati» e riguarda «più del semplice riciclo». Per Roswall si tratta di «mettere in sicurezza materiali critici e rendere il settore automotive realmente circolare». Sulla stessa linea il vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, che ha definito il provvedimento una misura «non solo di politica ambientale, ma di politica industriale vera e propria», utile a ridurre la dipendenza dell'Europa da fornitori esterni di materie prime strategiche.
FONTE: Just-Auto
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.


