Se pensi che il Rallye Monte Carlo sia un affare riservato solo a colossi come Toyota, Hyundai o M-Sport, sei rimasto indietro. O meglio, sei rimasto ''grande''.
Perché tra le strade del Principato e i tornanti innevati del Col de Turini, quest’anno è apparso un oggetto non identificato che ha fatto girare la testa persino ai meccanici della Toyota Gazoo Racing.
Sì, il titolo non mente: è una GR Yaris. Ma se provi a sederti dentro, hai come l'impressione di essere di troppo. E di schiacciare un delicato capolavoro di modellismo dinamico.

Tale Justin White, aka Garage Avenger, un tipo intraprendente, ha deciso che la realtà virtuale era noiosa e ha preferito quella ''in scala''. Ha preso una stampante 3D, una quantità industriale di filamento e una dose di follia che nemmeno ai tempi del Gruppo B si vedeva in giro.
Il risultato è una Mini Rally Car costruita da zero, pezzo dopo pezzo, bullone (finto) dopo bullone.
Vedere questa pulce meccanica sfrecciare sulle stesse strade dove Sébastien Ogier danza tra i muretti fa un effetto strano: è come vedere un Chihuahua che prova a mordere le caviglie a un Alano, con la differenza che il Chihuahua ha il setup sospensioni regolabile.

Il momento più epico del video? Quando la ''piccola'' Yaris viene portata proprio nel cuore del parco assistenza, sotto il tendone Toyota. Immaginate i meccanici ufficiali — gente abituata a gestire mostri da 500 CV — che si fermano, posano la chiave dinamometrica e si chinano a studiare questo gioiellino 3D printed.

C’è quel rispetto genuino tra chi lavora il metallo e chi ''stampa'' sogni. E vederla interagire con i piloti WRC fa capire che, alla fine, la passione per il rally non ha dimensioni: che sia in scala 1:1 o in miniatura, l’importante è che ci sia della polvere (o della resina) sopra.




