Il mercato chiede auto, ma le famiglie non hanno i soldi per comprarle. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy annuncia nuovi bonus mirati per rinnovare il parco circolante e punta il dito contro le ''follie'' del Green Deal europeo.
Il problema non è la voglia di cambiare auto, è che i conti non tornano. A scattare la fotografia di un’Italia motorizzata che vorrebbe ma non può è direttamente Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy.
Nel suo messaggio inviato alla conferenza di Federauto a Milano, il Ministro ha messo il dito nella piaga: il mercato dell'usato continua a tirare (pur al netto di un 2026 che ha aperto in calo), segno che la domanda c'è, ma i listini del nuovo sono ormai fuori portata per il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Nuovi incentivi in arrivo, ma per chi?
Per provare a sbloccare l’impasse e dare una scossa a una filiera che l'anno scorso ha incassato colpi duri, il Governo ha intenzione di rimettere mano al portafogli. Urso ha parlato di “misure mirate”, pensate specificamente per agevolare il rinnovo del parco circolante – che in Italia, lo sappiamo, è tra i più vecchi d'Europa.
Nel mirino del Ministero ci sono soprattutto i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche di vetture. L’obiettivo dichiarato è sostenere la ripresa, ma resta da capire quanto questi aiuti riusciranno effettivamente a colmare il gap tra i prezzi di listino e le reali disponibilità degli italiani.
Il braccio di ferro con Bruxelles
Il Ministro non le ha mandate a dire nemmeno sul fronte europeo. Nel suo intervento ha rivendicato la linea dura del Governo italiano contro quelle che ha definito le “idee folli” del Green Deal. L’Italia, insomma, non ci sta a subire passivamente il diktat dell'elettrico a tutti i costi.
Urso ha ricordato il ruolo di capofila dell'Italia nel promuovere già a fine 2024 un ''non-paper'' (un documento di posizione ufficiale) sottoscritto da altri 14 Stati membri per chiedere riforme radicali. La linea è chiara: neutralità tecnologica.
A fine marzo è arrivato un secondo stop a Bruxelles: la revisione degli standard sulle emissioni di CO2 proposta dalla Commissione non soddisfa il nostro Governo, perché troppo sbilanciata e poco attenta alla realtà industriale e sociale. Vista la posizione espressa, viene da sperare che i nuovi incentivi non siano troppo a favore delle auto elettriche.
Cosa sappiamo (e cosa no)
Se la strategia politica è delineata, sul piano pratico siamo ancora nel campo delle intenzioni. Il Ministro Urso per ora non è sceso nei dettagli: non sappiamo ancora con precisione quali modelli di auto potranno beneficiare dei bonus, né tantomeno a quanto ammonteranno gli sconti o quando scatterà il ''click-day''.
In attesa di capire se e quando questi incentivi diventeranno realtà, il consiglio è il solito: tenete d'occhio i listini, ma non fare ancora programmi a lungo termine. E tieni d'occhio anche la piattaforma Ecobonus del Ministero dei Trasporti, che facilmente verrà utilizzata per raccogliere le prenotazioni. Ti terremo aggiornato appena ci saranno novità concrete su tempistiche e modalità di erogazione.
Immagine di copertina generata con A.I.




