C'è chi al Super Bowl ci va per il football, chi per l’halftime show di Bad Bunny e chi, come noi, per capire quanto budget il marketing delle Case auto sia disposto a bruciare in 30 secondi di gloria. Quest'anno Nissan ha deciso di prenderci per la gola. O meglio, per il colesterolo.
Avete presente il dramma? Siete stati invitati alla festa dell’anno, avete preparato la vostra leggendaria salsa a sette strati (quella che richiede il porto d'armi per essere digerita) e ora dovete trasportarla. Ogni frenata è un brivido, ogni rotonda è un potenziale disastro da 400 euro di lavaggio tappezzeria.

Ecco, Nissan ha risolto il problema con il ''Dip Seat'', un seggiolino protettivo, con tanto di attacchi LATCH (il nostro Isofix), studiato appositamente per tenere in cassaforte una ciotola di crema al formaggio e jalapeños.
Il protagonista è Matty Matheson, chef tatuatissimo di The Bear, uno che urla anche quando deve ordinare un caffè, che tratta la sua salsa come se fosse il primogenito, assicurandola sul sedile posteriore della nuova Nissan Rogue (la nostra X-Trail, per intenderci).

E per dimostrare che il sistema tiene, Nissan ha chiamato in causa Emelia Hartford: attrice, YouTuber e una che con il pedale del gas ha un rapporto piuttosto intimo. Emelia sbatte la Rogue tra i cordoli di un circuito come se dovesse qualificarsi per la pole mentre Matty, dietro, osserva la sua salsa rimanere immobile e fiera. ''Seven-layer safety'', la chiamano loro. Sicurezza a sette strati.

Ora, prima che corriate in concessionaria a chiedere il codice ricambio del porta-salsa: calmatevi. Il Dip Seat è una simpatica bufala pubblicitaria, un non-feature creato apposta per far parlare di sé durante il weekend più mediatico del pianeta.
Ma il messaggio subliminale è chiaro: che la Rogue ha interni versatili, attacchi di sicurezza furbi (anche nel posto centrale) e che, se riesce a non far ribaltare una vasca di guacamole guidata da una pilota professionista, probabilmente sopravviverà anche ai vostri figli che mangiano patatine nel tragitto scuola-calcio.
In un mondo di spot auto tutti uguali, fatti di tramonti, sguardi intensi e promesse di ecosostenibilità che nemmeno Greta Thunberg, Nissan sceglie la via dell'autoironia e del junk food.
Ci piace? Sì, perché non si prende sul serio. E perché, ammettiamolo, almeno una volta nella vita abbiamo guidato con una mano sul volante e l'altra a sorreggere una teglia di lasagne della nonna. Nissan ha solo avuto il coraggio di ammetterlo.




