Negli ultimi anni le microcar hanno avuto un bel riscontro di pubblico; nel senso che, numeri alla mano, il mercato è diventato molto vivace grazie all’arrivo di modelli elettrici e l’aggiornamento della gamma di marchi storicamente impegnati in questo settore.
Microcar, cosa sono e quali differenze ci sono
Insomma, da piccola nicchia a bacino più ampio e oggi si conta l’arrivo di numerosi nuovi modelli con marchi come Ligier, Aixam, LinkTour, oltre alle apprezzatissime Citroën AMI e Fiat Topolino, solo per citare i nomi più noti.
In breve, i piccoli quattro ruote si dividono, secondo la classificazione europea, in quadricicli leggeri e quadricicli pesanti. I primi appartengono alla categoria L6e e sono assimilati ai ciclomotori; i secondi rientrano nella categoria L7e e offrono prestazioni superiori. Ma la classificazione giuridica dipende dalle caratteristiche tecniche del veicolo e non dal nome commerciale. La differenza riguarda soprattutto massa, prestazioni e requisiti necessari per la guida. Dopo il ripasso di teoria, veniamo alla questione.

L’anomalia sulle cinture arriva dal 2010
La normativa attuale prevede l'obbligo di indossare la cintura per conducenti e passeggeri dei veicoli L6e con carrozzeria chiusa. L’obbligo dei sistemi di ritenuta (anche dei seggiolini per bambini) non è invece previsto, nella formulazione vigente, per gli L7e con carrozzeria chiusa. Si tratta di una lacuna che ora viene corretta nel testo-base del nuovo Codice della Strada, attualmente sottoposto a consultazione pubblica (scopri le nuove sanzioni per la guida senza cintura).
L’anomalia risale addirittura al 2010, quando l’obbligo fu esteso ai quadricicli leggeri attraverso la legge 120. All’epoca la presenza di questi mezzi sulle strade era limitata; con la successiva diffusione delle microcar, la differenza normativa è diventata sempre più evidente. Per usare le L6e è sufficiente la patenteAM, ottenibile a 14 anni, oppure una patente di categoria superiore.

L6e e L7e, numeri e prestazioni
Le L6e hanno una massa a vuoto fino a 350 kg, esclusa la batteria nei modelli elettrici, una velocità massima di 45 km/h, cilindrata fino a 50 cc e potenza fino a 4 kW. Gli L7e possono invece arrivare a 400 kg, oppure 550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci, sempre al netto della batteria nei modelli elettrici, e raggiungere una potenza massima di 15 kW. Per questi quadricicli serve la patente B1, conseguibile a 16 anni, oppure una patente superiore.

La correzione per la sicurezza
Il paradosso della disciplina è evidente: sui quadricicli leggeri con carrozzeria chiusa il conducente e il passeggero devono utilizzare la cintura di sicurezza, come su tutte le automobili, mentre sugli L7e l'obbligo non era previsto, nonostante i costruttori siano tenuti a installare i dispositivi di ritenuta secondo le norme tecniche europee.
In questo modo, un mezzo più potente può essere soggetto a un regime meno stringente rispetto a uno equiparato a un ciclomotore. Per anni nessuno si è ricordato di questa anomalia, rimasta nell’articolo 172 del Codice della Strada nonostante i successivi interventi legislativi. La modifica punta ora ad allineare la disciplina dei quadricicli chiusi sul fronte della sicurezza.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.



