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D'estate capita spesso di dover caricare l'auto più del solito. Dalla valigeria per le vacanze, all'attrezzatura per le attività all’aperto, passando per mobili e scatoloni per un trasloco o lavori che si fanno proprio in questo periodo dell’anno sfruttando i giorni di ferie dal lavoro. In tutti questi casi il problema non è solo trovare spazio, ma farlo in sicurezza. E, aspetto non secondario, nel rispetto delle regole. Il Codice della Strada, all'art. 164, stabilisce che ogni carico debba essere sistemato in modo da non compromettere la stabilità del veicolo né la visibilità di targa e luci. L'art. 61 fissa anche un limite di altezza complessiva (veicolo più carico) di 4 metri. Ecco, quindi, quali sono le soluzioni che permettono di caricare più bagagli senza violare queste regole.
Le barre portatutto
Partiamo dalla soluzione più comune e ovvia: le barre portatutto trasversali. Queste si agganciano alle guide longitudinali già presenti sul tetto di molte auto e diventano il punto di ancoraggio per qualsiasi accessorio da tetto. Il set Amazon Basics da 132 cm è pensato per distanze tra le guide comprese tra 107 e 126 cm, con una capacità di carico dichiarata fino a 75 kg. La struttura in lega di alluminio resiste alla corrosione e il sistema di bloccaggio con morsetti in gomma include una serratura antifurto.
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La borsa da tetto
Una volta installate le barre, la scelta va tra due tipologie di soluzioni. O il box rigido o la borsa morbida. Vediamo le differenze. La borsa da tetto è la soluzione più economica e versatile perché si adatta a più forme di carico, si ripiega quando non serve e in molti casi si può montare anche senza barre, ancorandola direttamente al tetto con cinghie proprie. Il modello GADLANE da 550 litri include sei cinghie di fissaggio e un tappetino antiscivolo, pensato per auto e SUV anche senza portapacchi.
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Il box rigido offre invece una protezione maggiore dagli urti e dagli agenti atmosferici, oltre a una migliore tenuta aerodinamica rispetto alla borsa, a fronte di un costo più alto e della necessità di uno spazio per lo stoccaggio quando non è in uso. Il Tetrax CAM Box Sport, prodotto in Italia, ha una capacità di 430 litri ed è compatibile con la maggior parte delle barre portatutto grazie a un sistema di fissaggio rapido. È inoltre dotato di un fondo in polipropilene con inserti interni che evita che il contenuto scivoli durante la marcia.
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Le cinghie a cricchetto
Non tutto il carico va necessariamente sul tetto. Attrezzatura sportiva, mobili o materiali da trasporto trovano spesso posto nel bagagliaio o legati esternamente. In questi casi il fissaggio è la parte che più spesso viene sottovalutata, ma è proprio ciò che l'art. 164 del Codice della Strada richiede esplicitamente. Un carico che si sposta durante la marcia è un'infrazione, oltre che un rischio. Le cinghie Foydream, lunghe 6 metri e con una capacità dichiarata di 800 kg, permettono un fissaggio rapido senza attrezzi grazie al sistema a cricchetto in acciaio. La confezione da 4 pezzi in poliestere resistente agli strappi è pensata per un uso versatile, dal trasporto di moto e kayak fino a mobili e attrezzatura da giardino.
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Quando serve il pannello omologato
Proprio per rispettare quelle che sono le norme vigenti è importante sapere quando e come usare il cartello che segnala i carichi sporgenti. Se il carico (che sia sul tetto o sporga dal bagagliaio) supera la sagoma del veicolo, la legge richiede l'esposizione di un pannello omologato a strisce diagonali bianche e rosse, di 50x50 cm di dimensioni e retroriflettente. Non è un accessorio opzionale in quanto la sua assenza in presenza di un carico sporgente espone a sanzione. Il modello CORA, in alluminio, rispetta le dimensioni e le caratteristiche richieste.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



