L’idea che qualcuno, o qualcosa, possa spiare ogni nostro movimento fa venire un po’ di orticaria. Eppure, a nostra insaputa (o quasi), c’è chi ci mette un chip nelle scarpe... o meglio, nelle scarpe della nostra auto.
Lo fa Michelin, che ha iniziato a integrare una tecnologia di tracciamento nei suoi pneumatici già dal 2017. Niente panico, però: non c’è nessun complotto orwelliano dietro l'angolo. Il motivo è molto più pragmatico e, se vogliamo, nobile: rendere le gomme più sicure e longeve.

Vecchia tecnologia, nuovi orizzonti
Il protagonista di questa storia si chiama RFID (Radio Frequency Identification) e non è una diavoleria dell’ultima ora, ma una tecnologia che circola in varie forme dagli anni '70.
E se un tempo serviva a scansionare i pacchi nei magazzini, oggi la troviamo in mille oggetti d'uso quotidiano: dalle etichette anti-taccheggio dei centri commerciali alle chiavi contactles per aprire il cancello di casa.
Michelin la usa per dare una carta d’identità digitale alla gomma. Il debutto è avvenuto nel 2017 sui mezzi commerciali, quelli che macinano chilometri su chilometri, per poi sbarcare negli anni '20 del nuovo millennio anche sulle coperture che montiamo sulle nostre auto di tutti i giorni.

Cosa sanno di noi? Spoiler: nulla
Il punto focale è questo: Michelin non sta tracciando noi, ma la gomma. All'interno dello pneumatico, protetto da strati di mescola vulcanizzata, si nasconde un minuscolo chip con antenna. Questo chip contiene un numero identificativo unico, che accompagna la gomma dalla nascita in fabbrica fino alla pensione (o al riciclo).
Attraverso una rapida scansione, i tecnici possono accedere a un set di dati preziosissimi: come si consuma il battistrada, come reagisce allo stress termico, come si comporta durante l'intero ciclo di vita. Informazioni che per un produttore valgono oro, per capire dove e come migliorare le mescole future.
La mobilità connessa è già qui
''I tag RFID integrati sono un pilastro fondamentale della mobilità connessa'', spiegano da Clermont-Ferrand. E hanno ragione. Poter identificare in modo univoco e rapido ogni singolo pneumatico permette di costruire servizi basati sui dati, ottimizzando la manutenzione e la sicurezza stradale.
Quindi, nessuna paranoia da spy story. Se Michelin sa esattamente come sta invecchiando la tua gomma anteriore destra, è solo per garantirti che la prossima generazione di pneumatici avrà ancora più grip, durerà di più e sarà più sicura. E allora, ben venga il chip nel battistrada. O no?



