Marchi cinesi

MG7 accusata di copiare la Porsche Taycan (e non solo): la difesa del marchio fa discutere


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1 ora fa - MG difende il design della nuova fastback, ma la tesi non convince.

Il responsabile MG ha interrotto una diretta dopo che il pubblico ha paragonato la MG7 alla Porsche Taycan e alla Xiaomi SU7.

Non è la prima volta che i marchi cinesi vengono accusati di copiare un po’ troppo (più che ispirarsi) il design dei celebri modelli di auto occidentali. Questa volta è MG a finire nell’occhio del ciclone con Chen Cui, brand operations head di MG, che ha interrotto una diretta streaming dedicata alla presentazione della nuova MG7. A scatenare quella reazione il pubblico che, durante l’intervento di Cui, ha continuato a paragonare la MG7 alla Porsche Taycan e alla Xiaomi SU7. Secondo i media cinesi, Chen ha difeso il modello affermando che «non copia nemmeno un dettaglio», ma è diventato visibilmente turbato prima di chiudere la trasmissione in anticipo.

La difesa di MG

A una successiva conferenza stampa, Chen ha cercato di spostare il dibattito sul piano storico. La MG7, ha spiegato, non copia la Taycan ma interpreta una linea stilistica che appartiene al marchio fin dagli anni Sessanta, citando la coupé MGB GT del 1965 come riferimento. La tesi è che la fastback a quattro porte sia un'evoluzione naturale del linguaggio MG, non un prestito da Porsche.

MG7, il confronto con il design della TaycanMG7, il confronto con il design della Taycan

Il ragionamento, però, non ha convinto. I fari della MG7 ricordano da vicino quelli della Taycan, alcune soluzioni dei cerchi si trovano anche sui modelli Porsche, e la silhouette laterale (coda sfumata, linea del tetto che scende dolcemente) porta inevitabilmente alla mente anche la Xiaomi SU7, che di suo viene accusata di guardare con troppa ammirazione proprio alla Panamera. Ricordiamo anche che già alla presentazione della MG7 con motore termico in molti avevano citato l'Audi A7 come termine di paragone per la silhouette fastback.

Il problema dell'aerodinamica come alibi

C'è però un’altra questione. I progettisti delle auto elettriche di tutto il mondo stanno convergendo verso soluzioni simili (muso basso, fiancate lisce, maniglie a filo, coda fastback). Dietro ci sono ragioni tecniche, perché abbattere la resistenza aerodinamica è uno dei modi più efficaci per recuperare autonomia senza aumentare la capacità della batteria. Quando tutti inseguono lo stesso obiettivo, le auto finiscono per somigliarsi.

Eppure la Taycan, pur seguendo ovviamente gli stessi principi fisici, ha trovato una fisionomia riconoscibile e distinta. La sfida per i progettisti non è fare un'auto aerodinamica, ma fare un'auto aerodinamica che non sembri qualcos'altro. Ed è qui che il risultato finale della MG7 lascia qualche domanda aperta, indipendentemente dalla volontà dei designer.

E il problema continua a estendersi tanto che si sta sempre più radicando l’idea che i marchi cinesi copino quelli europei. A torto o a ragione è un’impressione che rischia, almeno fuori dai confini nazionali, di condizionare il successo di questi marchi. Una vicenda che conferma come le auto non siano solo mezzi di trasporto più o meno veloci ed efficienti. La dimensione estetica e identitaria, anche con l’elettrificazione, continua a pesare e non poco.

FONTE: Carscoops

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 06/07/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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