Piani industriali

Lucid frena l'espansione in Europa e prepara tagli al personale entro settembre


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1 ora fa - Vendite troppo basse per reggere il costo dell'espansione

Lucid ridimensiona, almeno per il momento, i piani europei, tra tagli al personale e lanci rimandati.

L’Europa non è un mercato facile. Se per i marchi cinesi è un terreno nel quale si sta espandendo con grande forza, altre realtà raccontano una storia diversa. Il caso di Lucid è tra questi. Il costruttore statunitense di auto elettriche di lusso sostenuto dal fondo sovrano saudita, infatti, avrebbe deciso di rallentare l'ingresso in nuovi mercati europei e di ridurre il personale della regione entro la fine di settembre. La notizia arriva da fonti interne all'azienda, e rappresenta il segnale più netto del ridimensionamento di quella che Lucid aveva presentato come la più grande espansione europea della sua storia.

Scadenze sempre rimandate

La situazione arriva da una lunga serie di scadenze mancate. Al debutto europeo della Gravity, a settembre 2025, il management aveva annunciato l'ingresso in otto nuovi mercati nel corso del 2026. L’obiettivo era quello di triplicare la propria presenza fino a dodici Paesi. All'Investor Day di marzo il costruttore si era spinto oltre, promettendo 25 nuove sedi europee nell'anno. Tra i mercati citati nelle comunicazioni successive c’erano Belgio, Danimarca, Francia, Spagna, Regno Unito e anche Italia.

La realtà ha smentito quelle previsioni. Il lancio britannico è stato rinviato tre volte e ora è previsto per l'inizio del 2028; Spagna e Austria sono slittate al 2027. Restano confermati per il 2026 il Belgio, dove Lucid ha aperto un centro test drive il 2 giugno, insieme a Danimarca, Francia e Italia. La Spagna era nei piani pubblici da oltre un anno: a metà 2025 il presidente europeo Lawrence Hamilton aveva dichiarato l'obiettivo di essere presente nei cinque maggiori mercati europei entro diciotto mesi, finestra che si chiuderà alla fine di quest’anno.

Numeri troppo piccoli per un'espansione

La ragione del passo indietro è tutta nei dati di immatricolazione. Nel 2025 Lucid ha registrato 319 vetture complessive tra Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Norvegia, in calo del 32% rispetto alle 470 dell'anno prima, e appena 54 nei quattro mercati durante il primo trimestre 2026. Il ritmo è rimasto insufficiente anche dopo con 29 immatricolazioni ad aprile e 35 a maggio. In Norvegia, il mercato più elettrificato al mondo, Lucid ha immatricolato in totale meno di 40 vetture da quando ha aperto a Oslo nel 2023, parte delle quali attribuite a un importatore locale e non a clienti finali.

Lo stesso direttore finanziario Taoufiq Boussaid ha ammesso come le vetture attuali siano troppo grandi per l'acquirente europeo. Hamilton ha descritto Air e Gravity come modelli pensati per costruire il marchio, indicando nella futura piattaforma di taglia media la vera strada da seguire. Nel frattempo l'azienda sta ricostruendo la propria rete di vendita europea attorno a partner locali e non a showroom di proprietà.

Il futuro di Lucid in Europa

Il rallentamento europeo si inserisce in uno dei periodi più duri della storia dell'azienda. Il 22 giugno Lucid ha annunciato il taglio di circa il 18% della forza lavoro statunitense, all'incirca 1.500 posti, secondo licenziamento di massa dell'anno dopo la riduzione del 12% di febbraio. Parallelamente il management stava valutando tagli fino al 40% del personale europeo.

Quanto sta accadendo è al momento un ridimensionamento, ma non una ritirata. Ci sono alcuni segnali che vanno in direzione opposta. Le immatricolazioni in Germania, per esempio, stanno risalendo con il nuovo modello di distribuzione.

La presenza europea di Lucid non è finita, ma è solo rimandata. Il vero banco di prova sarà la piattaforma di taglia media su cui l'azienda punta per uscire dalla nicchia del lusso e aumentare i volumi.

FONTE: Eletric-Vehicles

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 03/07/2026
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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